Murales per le turbine eoliche di Hepburn Wind

Vi ricordate di Hepburn Wind? La prima comunità eolica autogestita che con i suoi circa 2.000 membri è divenuta l’emblema di uno stile di vita economicamente solido, virtuoso e rispettoso dell’ambiente.

La comunità di Hepburn Wind si trova in Australia e, la scorsa settimana, ha attirato numerosi visitatori per il Sustainable Living Festival, in particolare per un evento: l’allestimento di un murales operato dall’artista David Booth, conosciuto anche come Ghostpatrol. Il murales ha rallegrato una delle turbine eoliche della comunità.

Hepburn Wind può contare sull’aiuto di due enormi pale eoliche capaci di generare circa 10 milioni di kilowattora di elettricità. L’energia prodotta alimenta 2300 casa e quella in eccesso viene immessa nella rete e venduta. Un altro fatto straordinario, le turbine di Hepburn hanno un nome! Si chiamano Gale e Gusto e con i murales stanno diventando due opere d’arte!

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Le turbine eoliche sono additate come degli orribili giganti di latta! Niente di più sbagliato, con le loro lame rotanti sono capaci di integrarsi in molti contesti e, dove la popolazione è esigente, possono mostrarsi come delle simpatiche opere d’arte. E’ proprio il caso di Gale, la turbina eolica T1 della comunità australiana. Dopo Gale, anche Gusto avrà un suo murales.

Gale, con il murales di Ghostpatrol, è destinata a diventare una delle opere d’arte del 2013, più apprezzata dal pubblico. Un ulteriore simbolo di sostenibilità per il globo. L’impatto visivo delle turbine deve funzionare da promemoria trasmettendo continuamente un forte principio di responsabilità ambientale.

Pubblicato da Anna De Simone il 15 febbraio 2013