Mangiare da soli

Mangiare da soli

Mangiare da soli, per dovere, per scelta, per ribadire la propria indipendenza, per non avere nessuno che conta le calorie di ciò che ingeriamo. Mangiare da soli può essere gradevole, anche, e lo si fa più spesso di quanto lo si pensi. Spesso vediamo nei film gente che mangia da sola e non la giudichiamo, ma quando tocca a noi farlo in prima persona, può capitare che spunti un po’ di disagio. Perché? E come sconfiggerlo?



Mangiare da soli: psicologia

Sono sempre di più i locali e i ristoranti in cui mangiare da soli è facile, semplice e normale. Non c’è più molto l’imbarazzo di entrare e di chiedere un tavolo da uno, soprattutto in pausa pranzo. Sta finalmente passando il messaggio che la gente che mangia da sola non va affatto compatita, anzi, vale che “meglio soli che male accompagnati” anche solo per non guastarsi il pasto e digerirlo male.

Ci sono dei vantaggi oggettivi nel mangiare da soli: non è necessario fare conversazione o attendere l’altro che è più lento a finire. C’è chi mangia da solo ma con il cellulare in mano, io consiglio invece di guardarsi attorno, lasciare vagare la mente, godendosi la compagnia di sé stessi, una volta tanto, e gustando i sapori.

 

Mangiare da soli

Mangiare da soli a Milano

Vediamo qualche posticino a Milano dove mangiare da soli può essere più che piacevole, anzi, un vizio da concedersi almeno una volta al mese. A Casa Ramen, in via Porro Lambertenghi, si gustano zuppe orientali con noodles, uova, cipollotto, maiale e alghe, in via Solferino 33, da Dry, il menù prevede invece pizza ma di quelle imperdibili.

Da Giancarlo Morelli, in via Fioravanti, all’interno dell’hotel Viu, c’è un curioso “tavolo sociale” per 8 persone, in cui sedersi anche da soli e condividere il pasto con sette sconosciuti.

Mangiare da soli: bimbi

Se un adulto può pensare di vergognarsi, a mangiare da solo, per un bambino, questo è un gran vanto, una conquista. Alla scoperta dei sapori, in autonomia: WOW! Di solito si procede per fasi, con tanti piccoli step quotidiani: dai 6 e 10 mesi il bambino afferra il cibo con le mani e di solito lo spalma sul viso, dai 10 ai 15 mesi impara a impugnare correttamente il cucchiaio, a 2 anni arriva a mangiare da solo quasi tutto il pasto e a 3 anni impugna con destrezza anche la forchetta stando a tavola da solo.

Mangiare da soli

Mangiare da soli: ricette 

Le ricette per mangiare da soli sono particolarmente gustose, prevedono quantità di cibo adatte per non produrre avanzi e cotture non troppo da forno, per evitare sprechi di energia. Nel curioso libro “Manuale di sopravvivenza (in cucina).Ricette per single trentaquarantenni metropolitani sessualmente attivi”, Marco Colantuono e Valentina Santomo tra il serio e il faceto danno molti consigli per mangiare da soli, anche se non si è single ma semplicemente ci capita così.

 

Mangiare da soli

Mangiare da soli: gattini

Similmente a quanto accade per i bambini, anche per i gattini il mangiare autonomamente è una conquista di cui andare fieri. I tempi di svezzamento sono diversi, ovvio, e si parte dai 40 giorni i vita. Il micio avrà voglia di provare nuovi sapori e gli si può proporre del cibo umido o dei croccantini specifici in acqua, con l’aggiunta di omogeneizzato di pollo o di vitello. Al sessantesimo giorno bisognerebbe arrivare all’eliminazione totale del latte.

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Pubblicato da Marta Abbà il 19 novembre 2017