Maiali allevati all’aperto

Maiali allevati all'aperto

Maiali allevati all’aperto: quanto spazio è necessario, come gestire l’alimentazione del maiale e come distribuire lo spazio di un allevamento di suini all’aperto.

Quella all’aperto è la modalità di allevamento più facile. Quando i maiali sono allevati allo stato brado, non è necessario gestire la riproduzione, tutto avviene più o meno in autonomia e si parte da suinetti svezzati. Chi preferisce, può gestire all’aperto la fase d’ingrasso così da ottenere, nel giro di sette – otto mesi, dei suini ingrassati e pronti.

Bisogna scegliere se gli animali sono destinati al macello o alla salumeria. In base a questa scelta l’allevamento verrà gestito in modo specifico e si sceglierà che tipo di alimentazione somministrare.

Come avviare un allevamento di maiali all’aperto

Gli allevatori consigliano di acquistare suinetti in primavera, già svezzati e avviare l’allevamento nello stesso periodo, prima che le temperature stagionali aumentino. Introducendo i maiali in primavera, questi hanno modo di adattarsi all0ambiente senza andare incontro a un’eccessiva perdita di peso.

E’ sempre consigliato scegliere una razza tipica della zona o della regione in cui intendete allevare maiali all’aperto. Se invece non vi è una razza, potete acquistare ibridi di altra provenienza o stranieri.

Di quanto spazio avete bisogno per allevare maiali all’aperto

I terreni destinati all’allevamento dei maiali allo stato brado devono essere suddivisi in due aree di pascolo, una da destinare alla riproduzione e una da dedicare all’alimentazione.

L’intera area dovrà essere recintata con reti mobili e/o fili elettrificati. Per tutte le informazioni vi rimandiamo alla pagina rete elettrica per animali.

Per un allevamento di 20-25 maiali da far ingrassare, è necessario disporre di una superficie di 10.000 m2. Nell’ideale, l’azienda dovrebbe disporre di due appezzamenti di 10.000 m2 in quanto, ogni due anni, la zona di pascolo va fatta riposare con la semina di miscugli di specie foraggere. In questo modo, ogni due anni, la zona di pascolo dei maiali può essere alternata.

Nella zona destinata al pascolo è importante prevedere delle piante alte pronte a fornire ombra.

L’intera superficie va chiusa con pali di legno e reti elettriche. In più, il terreno dovrà essere suddiviso al suo interno con vari recinti, uno dedicato ai nuovi nati, per lo svezzamento, uno dedicato ai maiali da ingrasso e l’altro per la riproduzione.

Non dovrà mancare una zona destinata al ricovero e una con pozze per bagni di fango dedicate al benessere degli animali.

Negli allevamenti di maiali all’aperto non è necessario realizzare ricoveri in muratura. E’ possibile fornire ai maiali ricoveri molto economici, di legno o strutture mobili. Potete realizzare anche capannine, tettoie o ripari con materiale di recupero. In ogni modo, tenete conto che le strutture dovranno essere igienizzate periodicamente.

Alimentazione del maiale allevato all’aperto

Quale mangime usare per i suini allevati all’aperto? Purtroppo non è possibile dare una risposta univoca. Il fabbisogno nutrizionale del maiale varia in funzione del peso e del sesso. Per risparmiare sui costi di alimentazione è possibile concedere ai maiali il pascolo su cotico erboso o su superfici seminate. Considerate che in un allevamento intensivo i costi legati all’alimentazione dei suini costituiscono più del 50% dei costi di gestione dell’intero allevamento.

E’ importante che i suini allevati all’aperto abbiano sempre a disposizione acqua fresca e pulita e mangime a volontà.

Per i suini in post svezzamento, entro i 40 kg di peso, il mangime deve essere dato da:

  • 40 – 45% di mais, farina o frantumato
  • 20 – 25% di orzo, farina o seme
  • 10% di crusca
  • 10 – 20% di soia, farina di estrazione
  • 5- 10% di soia integrale tostata
  • 1% di lieviti
  • 1,4% calcio carbonato
  • 1,1% fosfato monocalcico
  • 1% integratore vitaminico

La quantità di proteine deve aumentare con la crescita. Dai 40 agli oltre 100 kg si somministra fino al 10% di pisello proteico. Per i maiali posti all’ingrasso e al finissaggio, non è prevista soia tostata.

Dai 40 kg in poi, la quantità di mais scende al 30 – 35% mentre ‘orzo sale fino al 30% così come aumenta la crusca fino al 15 – 18%.

Pubblicato da Anna De Simone il 1 ottobre 2017