Più valore al Made in Italy agroalimentare

Dal Parlamento europeo arrivano nuove norme per garantire la qualità dei prodotti agroalimentari. Igp, Stg, Dop, bio… solo sono alcuni dei marchi riconosciuti dall’UE, con le nuove normative si tutelano i produttori che avranno modo di promuovere l’autenticità e la reputazione dei loro beni e anche i consumatori che potranno riporre più fiducia nel marchio.

Tra le varie modifiche vediamo che l’etichetta STG, per la Specialità Tradizione Garantita, potrà essere applicata a prodotti che stanno sul mercato da almeno 30 anni, e non più da 25 anni come fino a oggi. Il nuovo regime STG tutelerà i metodi di produzione tradizionale e la ricetta. Le nuove normative danno la possibilità al produttore di valorizzare al meglio le peculiarità territoriali dei propri beni agroalimentari. Così si introducono altri Marchi che potranno finire sulle etichette dei produttori di montagna.

Con la nuova normativa si apre una possibilità che potrebbe entrare in vigore con il prossimo anno: si parla di etichette per i prodotti provenienti dalle isole con un nuovo schema per l’agricoltura locale e la vendita diretta. Tutti fattori che possono dichiarare il valorea aggiunto di particolari prodotti agroalimentari. La chiave è investire nella valorizzazione crescente dei prodotti tipici territoriali e su una maggiore consapevolezza del consumatore circa la reale provenienza di ciò che acquista.

Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura, è soddisfatto delle nuove normative per la valorizzazione del made in Italy alimentare
«Dopo il pacchetto latte –afferma De Castro– il regolamento che abbiamo votato oggi è il secondo più importante provvedimento legislativo che vede il Parlamento europeo pienamente coinvolto, grazie alla procedura di codecisione, per la legislazione agricola. Anche in questa occasione il Parlamento ha introdotto modifiche significative e migliorative alla proposta iniziale. Pensiamo alle nuove regole per tutelare i prodotti certificati dalle usurpazioni, imitazioni ed evocazioni, il cosiddetto ex officio, alla possibilità di indicazione in etichetta dei marchi d’area, alla salvaguardia dei prodotti Stg, come nel caso della pizza napoletana, all’indicazione facoltativa di prodotto dell’agricoltura di montagna, senza dimenticare il lavoro a difesa dell’estensione della lista di prodotti ammissibili a certificazione europea, con l’inclusione di alcuni simboli del made in Italy come il cioccolato».

Unico rammarico, per De Castro, «è che il Parlamento non sia riuscito a convincere il Consiglio sulla necessità di estendere la programmazione produttiva introdotta per i formaggi Dop ai prosciutti certificati. Una misura che avevamo approvato in Commissione Agricoltura e sulla quale continueremo a impegnarci per inserirla nella riforma della politica agricola comune».

Pubblicato da Anna De Simone il 18 settembre 2012