La green economy all’italiana

Nonostante la crisi globale, il tasso di occupazione statunitense continua a incrementarsi. Il bilancio del 2012 ha visto un incremento di 110.000 nuovi posti di lavoro offerti dalla green economy mentre in Italia la situazione continua a essere drammatica.

Per gli Stati Uniti il 2012 è stato l’anno delle elezioni, degli incendi, della siccità e degli uragani… senza poi considerare la crisi economica che attanaglia i mercati del globo. Nonostante la piena recessione, le aziende statunitensi che militano nell’ambito della green economy, hanno realizzato oltre 300 progetti con la creazione di circa 110 mila posti di lavoro.

L’industria della mobilità sostenibile e il settore dell’efficienza energetica, hanno dimostrato di essere un valore concreto per la crescita economica globale. Mentre numerose aziende degli USA vivono di green economy, in Italia il settore della sostenibilità va a rotoli. L’economia italiana sta ancora puntando ai combustibili fossili e il governo uscente ha lasciato i suoi segni sulle energie rinnovabili con un bilancio negativo che andrebbe prontamente corretto.

In Italia, le rinnovabili sono sottovalutate, il vecchio governo ha considerato l’energia pulita solo in termini di costi da sostenere e non in termini di posti di lavoro creati. Il governo dei tecnici ha anche ignorato il calo del prezzo all’ingrosso della corrente elettrica e la riduzione delle emissioni nocive. Tali mancate valutazioni hanno prodotto un effetto recessivo sull’economia italiana che è già in drammatico declino.

Il governo italiano ha preferito investire nelle Banche; con le sue operazioni “salva banche” ha dimenticato gli investimenti nelle rinnovabili risalenti al 2011, nel giro di un anno, a fronte di 4 miliardi di euro di incentivi, hanno generato 39 miliardi di euro di prodotto interno lordo e 40 miliardi di euro di investimenti con un forte movimento economico.

Con l’esile crescita della green economy, impenna l’inquinamento e il rischio ambientale: la mancanza di una strategia energetica sostenibile riapre, con forza, la strada alla ricerca di nuovi siti e all’estrazione degli idrocarburi presenti nei giacimenti italiani.

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Pubblicato da Anna De Simone il 8 marzo 2013