Inquinamento elettromagnetico, effetti e cause

inquinamento elettromagnetico

Lo chiamano inquinamento elettromagnetico elettrosmog e fa riferimento all’inquinamento derivato da radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti. Queste radiazioni agiscono in un intervallo di frequenze che va da 0 Hz dei campi statici fino alle frequenze della radiazione visibile come laser e luce incoerente.

Quali sono le fonti di inquinamento elettromagnetico?
Quello elettromagnetico è una forma di inquinamento molto comune anche in ambito domestico, infatti in casa abbiamo diverse fonti di radiazioni elettromagnetiche, basterà pensare ai telefoni cordless, ai telefoni cellulari, gli apparati wireless (modem/router wi-fi, casse stereo, stampanti wireless…), i forni a microonde….

Vediamo l’elenco delle fonti di inquinamento elettromagnetico domestiche e non:

  • Radar
  • Forni a microonde
  • Infrastrutture di telecomunicazione
    -radiodiffusione
    -telediffusione
    -ponti radio
    -reti per telefonia cellulare
    -telefoni cellulari
    -apparati wireless
  • Infrastrutture di trasporto dell’energia elettrica
    -cavi elettrici
    -elettrodotti

I primi effetti negativi dell’inquinamento elettromagnetico furono osservati durante la seconda guerra mondiale. Le radiazioni in questione erano quelle prodotte dai radar, in particolare da quelli civili e da diporto.

Si osservò che gli addetti ai lavori, i quali operavano a diretto contatto coi radar,  tendevano ad ammalarsi della cosiddetta “malattia dei radaristi”. Si trattava dei primi evidenti effetti termici delle microonde, la stessa tecnologia sulla quale è stato possibile sviluppare i forni a microonde.

Gli effetti dell’inquinamento elettromagnetico sull’uomo
Gli effetti dell’elettrosmog seguono una curva ad andamento di tipo dose-risposta, cioè, a un aumento della dose di radiazione segue in genere un aumento dell’effetto.

Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo assistito agli effetti termici delle microonde: basta osservare la cottura degli alimenti nei forni i quali tendono a surriscaldarsi e quindi a cuocersi, dall’interno verso l’esterno.

Oltre all’effetto termico, l’inquinamento elettromagnetico ha fatto osservare effetti sull’uomo e sugli animali. Parliamo dei cosiddetti effetti biologici che avvengono senza un apprezzabile riscaldamento cellulare. In questo contesto, l’andamento dose-risposta è assente e la materia vivente reagisce non alla potenza del segnale ma al segnale stesso.

Dimostrare l’esistenza di un rischio rilevante per la salute umana è a tutt’oggi un’impresa complessa e controversa, vista anche la dimensione e la durata degli studi epidemiologici che occorrono per fare chiarezza definitiva sull’argomento.

Stando all’IARCAgenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, facente parte dell’OMS dell’ONU (Organizzazione Mondiale della Sanità delle Nazioni Unite), campi magnetici aumenterebbero il rischio di cancro.

In particolare, l’IARC ha aggiunto nella lista dei possibili elementi cancerogeni per l’uomo, i campi magnetici in bassa frequenza. Tali campi magnetici potrebbero raddoppiare il fattore di rischio di leucemia, astrocitomi, linfomi e altre incidenze tumorali, per esposizioni a valori di campo magnetico superiori a 0,4 microTesla.

Quando parliamo di inquinamento elettromagnetico, sulla base della frequenza viene effettuata una distinzione tra:

  • inquinamento elettromagnetico generato da campi a bassa frequenza (0 Hz – 10 kHz), nel quale rientrano i campi generati dagli elettrodotti che emettono campi elettromagnetici a 50 Hz;
  • inquinamento elettromagnetico generato da campi ad alta frequenza (10 kHz – 300 GHz) nel quale rientrano i campi generati dagli impianti radio-TV e di telefonia mobile.

Dispositivi per monitorare l’inquinamento elettromagnetico 
L’ente ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) è l’organo di controllo di riferimento. Se pensate che nella vostra città ci sia un eccesso di inquinamento elettromagnetico potete fare riferimento a questo ente.

L’ARPA coordina campagne di misura di elettrosmog a campione in diverse località italiane o su richiesta delle autorità locali o della popolazione. Ricordate di fare riferimento all’ARPA della vostra Regione, per esempio: ARPAC per la Campania, ARPAB per la Basilicata, ARPA Puglia, ARPA Sicilia….

Lo stesso ente ARPA è responsabile dell’autorizzazione riguardo l’installazione e la modifica degli impianti Radio-TV-Cellulari in coerenza con gli attuali standard di campo elettromagnetico previsto.

Se intendete avviare delle misurazioni dell’inquinamento elettromagnetico in autonomia, sappiate che in commercio sono disponibili diversi kit, ne è un esempio il moderno e completo Kit Lapka che tuttavia, per funzionare, sfrutta le onde dello Smartphone!

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Pubblicato da Anna De Simone il 12 maggio 2015