Green Economy e Realpolitik

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Una green economy ambiziosa ma concreta, colta ma fattibile. Si basa sul principio della Realpolitik il pacchetto di proposte che il Consiglio Nazionale della Green Economy ha presentato al Presidente del Consiglio Matteo Renzi alla vigilia del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea che inizia a luglio.

Lunedì 30 giugno, dopo la conferenza stampa nazionale, conosceremo i 6 argomenti strategici che il Consiglio ha messo al centro delle proposte per il varo di una green economy sostenibile. Per ora sappiamo che i fronti sono 3: sviluppo economico, sviluppo sociale, equilibri ambientali e patrimonio naturale.

La scommessa è trovare la sintesi. Certamente, come è stato sottolineato, il premier Renzi appartiene a una generazione molto più attenta ai temi ambientali rispetto alla precedente e questo giustifica una serie  di aspettative da parte del mondo ‘multicolore’ della green economy.

Le innovazioni annunciate dal Governo, che attendiamo alla prova dei fatti, fanno sembrare più credibile l’obiettivo di una transizione efficace verso una reale green economy da parte di un sistema industriale e di consumo logori e obsoleti. La speranza è che il semestre europeo possa essere davvero l’occasione di un profondo cambiamento nell’agenda politica ed economica europea, come lo stesso Governo ha annunciato.

Da parte sua, il mondo green si sente chiamato a dare prova di concretezza ed è per questo che all’interno del Consiglio della Green Economy la sintonia è stata individuata nella filosofia ‘progressiva’ promossa dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile di Edo Ronchi: ambientalismo colto e fattibile, attento alle esigenze del mercato e del lavoro, rigoroso ma staccato dalle utopie delle frange estreme.

Del Consiglio Nazionale della Green Economy fanno parte 66 associazioni italiane e i coordinatori dei 10 Gruppi di Lavoro di cui il Consiglio si compone:

  • Sviluppo dell’ecoinnovazione;
  • Sviluppo dell’ecoefficienza, della rinnovabilità dei materiali e del riciclo dei rifiuti;
  • Sviluppo dell’efficienza e del Risparmio energetico;
  • Sviluppo delle fonti Energetiche Rinnovabili;
  • Sviluppo dei Servizi degli Ecosistemi;
  • Sviluppo di una Mobilità Sostenibile;
  • Sviluppo delle filiere agricole di qualità ecologica;
  • Sviluppo di una finanza e un credito sostenibili per la green economy;
  • Regioni ed Enti Locali per la Green Economy;
  • Acque.

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Pubblicato da Michele Ciceri il 29 giugno 2014