Gramignone: come usarlo per realizzare un prato

prato in rotoli
I manti dei nostri prati domestici possono essere realizzati con svariate tipologie di piante. Una di queste è il gramignone, una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Poaceae che si presta alla perfezione a questo obiettivo, dimostrandosi resistente oltre che capace di tollerare siccità e calpestii continui.



Conosciamo insieme le sue principali caratteristiche e come usarlo per creare un bel prato nei giardini delle nostre case e non solo.

Che cos’è il gramignone

Il gramignone è una pianta graminacea utilizzata abitualmente per la realizzazione di prati rustici in virtù della sua resistenza a strappi, calpestii e tagli frequenti. Questa pianta si contraddistingue per la presenza di foglie abbastanza larghe, stoloni e fusti che occupano il terreno fino a creare un manto erboso piuttosto compatto. Sebbene non si tratti di una pianta particolarmente interessante sotto il profilo più strettamente estetico, viene comunque molto apprezzata per la sua innata capacità di resistere al caldo, alla siccità e alla salsedine.

Perché scegliere il gramignone per realizzare un manto erboso

Il motivo è semplice. Il gramignone è un tipo di pianta capace di creare un vero e proprio tappeto sul terreno, caratteristica che consente di rendere il manto erboso molto resistente. Altro buon motivo per cui questa graminacea viene utilizzata con frequenza per realizzare manti erbosi si ha nella semplicità di gestione e di coltivazione che la contraddistingue.

Buone regole per realizzare un prato con il gramignone

Per creare un prato con il gramignone, è sufficiente seguire alcune semplici regole che permettono di curare questa tipologia di pianta in modo ottimale, ottenendo così un eccellente risultato.

La prima cosa a cui fare attenzione consiste nel cercare di evitare i ristagni. Il terreno su cui si andrà a realizzare il prato deve essere dotato di un impianto irriguo funzionante. In fase di creazione si deve poi utilizzare esclusivamente della sabbia silicea, il cui contenuto non deve risultare inferiore al 70%, almeno nei primi 10-15 centimetri di spessore.

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Come piantare il gramignone

Solitamente per realizzare un manto erboso con questo tipo di graminacea, si procede direttamente con la messa a dimora delle piccole piante già germinate e radicate e non attraverso un intervento di semina. Per una corretta messa a dimora, la cosa migliore da fare consiste nel collocare cinque piantine per ogni metro quadrato di terreno. Successivamente, infatti, le piantine si sviluppano, andando a ricoprire la superficie del terreno nella sua totalità.

È opportuno sapere che prima di procedere con la lavorazione, occorre distribuire dei fertilizzanti starter. Altrettanto importante risulta fare attenzione al momento prescelto per la posa della pianta che deve essere eseguita preferibilmente da metà marzo a fine aprile. In genere, a seguito della messa a dimora, entro massimo sei mesi si ottiene già un prato folto e calpestabile.

prato

Se non si intende procedere con la messa a dimora della singole piantine, un’altra tecnica a cui si può ricorrere per realizzare un manto erboso con il gramignone è il metodo del prato in rotoli. Si tratta di un prato di vera erba che viene coltivato da imprese qualificate e venduto a piena maturazione, ossia già cresciuto di circa diciotto mesi, tagliato a sezioni con uno o due centimetri di terreno sottostante e arrotolato per la consegna. A partire da quest’ultima caratteristica si intuisce il nome “prato in rotolo”.

Come annaffiare il gramignone

Per poter apparire esteticamente piacevole, il gramignone va irrigato con una certa frequenza. In genere sono necessari circa 15 litri di acqua per metro quadro ogni tre, massimo quattro giorni. Il momento ideale per procedere con l’intervento di irrigazione nei mesi estivi è preferibilmente alle prime luci dell’alba.

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Come curare il prato ottenuto con questa graminacea

Trattandosi di una pianta rustica, il gramignone è piuttosto resistente e capace di adattarsi anche a contesti climatici complessi. Questa graminacea si dimostra capace di tollerare temperature molto alte, che possono spingersi fino ai 40°C. Riesce perciò a crescere senza particolari problemi in zone assolate, pur essendo in grado di adattarsi anche a collocazioni in aree all’ombra.

Diverso è invece il grado di tolleranza del gramignone al freddo. La pianta non riesce a sopportare il gelo prolungato né tantomeno le temperature che scendono al di sotto dei -5°C gradi centigradi. A livello di habitat ideale preferisce quindi le zone mediterranee a clima temperato.
Pur essendo la pianta capace di resistere alla siccità, è comunque opportuno effettuare interventi di approvvigionamento idrico regolari durante i mesi più caldi dell’anno.

Un manto erboso ottenuto con il gramignone risulta piuttosto facile da mantenere. Il prato non teme le falciature frequenti. Il primo taglio deve essere comunque realizzato solo quando il manto erboso è ben formato e presenta un aspetto compatto.

Nella stagione invernale, se un prato di gramignone rimane stabilmente esposto a temperature che scendono al di sotto dei 10°C, ha inizio l’entrata in dormienza, contraddistinta inizialmente da una interruzione della crescita e successivamente da una decolorazione del manto erboso.

Quanti tipi di gramignone esistono

Esistono due diversi tipi di gramignone:

  • il Cynodon Dactylon o gramigna nostrana;
  • l’Agropyrum Repens o gramigna vera.

Le due tipologie si differenziano a partire alla modalità in cui si presentano le “spighette”. Nel primo tipo sono doppie mentre nel secondo sono da tre a sette.

Pubblicato da Evelyn Baleani il 19 Agosto 2021