Gatti in condominio: regole

Gatti in condominio

Gatti in condominio, a volte ben accolti, a volte detestati dai vicini di casa, che siano di proprietà oppure ospiti in spazi comuni. Oppure presenze prudenti nei giardini condominiali, dove qualche amante segreto dei felini porta loro da mangiare. Oggi che in Italia oltre il 50% delle famiglie possiede un animale in casa, molto spesso gatto, se non cane, ci sono regole che definiscono i diritti e i doveri dei condomini. Di quelli con micio, e di quelli che non vorrebbero che i vicini ne avessero uno.



Gatti in condominio regole

Da oltre 4 anni è in vigore una legge di condominio “riformata” che finalmente dice chiaro e tondo che l’animale domestico è parte integrante della famiglia. L’ultimo comma dell’articolo 1138 recita: “le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”.

Questo significa che, volenti e nolenti, i vicini anti-gatti non possono influenzare la nostra scelta. Prima di questa riforma, non c’erano delle direttive nazionali, e nemmeno locali, per cui ogni singolo condominio nel proprio regolamento, inseriva una voce pro o contro i Gatti in condominio.

Oggi invece non è possibile vietare il possesso di animali domestici nelle proprie abitazioni, anche se tutte le famiglie residenti tranne una si coalizzano contro la presenza di Gatti in condominio. Non viene però specificato come gestire spazi di uso comune all’interno del condominio, vacanza che lascia spazio a molte liti tra condomini: se per alcuni ci sono spazi comuni che possono essere utilizzati dai propri animali, altri la vedono diversamente.

Gatti in condominio

Gatti in condominio di proprietà

Come membri della famiglia, i Gatti in condominio di proprietà non possono essere banditi, a meno che, se siamo in affitto, nel contratto esiste una clausola che sancisce il divieto. In questo caso, non si può forzare, altrimenti benvenuto gatto!

Certo, per quieto vivere, e per spirito di civiltà, è bene rispettare chi ci vive affianco limitando il disturbo che i Gatti in condominio di proprietà potrebbero provocare. Gli spazi ad uso pubblico, ad esempio, non devono essere utilizzati anarchicamente come fossero il balcone di casa. Se poi sappiamo che il nostro micio è aggressivo o graffia quando vede un estraneo, cerchiamo di non farlo entrare in contatto con altri condomini.

Gatti in condominio

Gatti in condominio liberi

Quello degli spazi comuni e dei Gatti in condominio è un tema delicato. Lato normativo qualunque regolamento di condominio che contiene divieti per animali domestici di usare ambienti comuni tipo ascensori o scale, può essere annullato con ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla delibera presentando una lettera in carta libera con la spiegazione dei fatti.

Da una parte, è vero che il gatto è piuttosto indipendente, per cui può capitare che vaghi dove desidera anche ad insaputa del suo proprietario. Certo chi magari non ama i gatti e vuole stare negli spazi comuni, non deve essere obbligato a convivere con un felino. Se invece abbiamo dei vicini che si sentono zii dei nostri Gatti in condominio, possiamo installare un set di ciotole in modo che essi diventino un bene comune per chiunque voglia rilassarsi coccolandoli.

Gatti in condominio

Gatti in condominio randagi

Ci sono Gatti in condominio che a volte scelgono di esserlo, senza che nessuno li abbia autorizzati. Se l’idea può sembrare meravigliosa, nonostante io sia una spassionata amante dei felini, devo ammettere che questa presenza può anche diventare difficile da gestire.

Ad esempio Gatti in condominio randagi possono anche provocare rumori molesti nella notte, una scarsa igiene o dei danni. E’ necessario valutare la situazione e capire se è meglio cercare di “addomesticarli” oppure di convincerli a cambiare zona.

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Pubblicato da Marta Abbà il 25 febbraio 2017