Fotovoltaico cinese, parte l’inchiesta antidumping

Il braccio di ferro tra l’Europa e la Cina continua. Avevamo già parlato della probabile introduzione di tasse doganali sull’importazione di pannelli solari dalla Cina, il sospetto è quello di una concorrenza sleale. Secondo gli accordi del Wto, le aziende produttrici di pannelli solari non potrebbero ricevere grossi sussidi dai fondi pubblici, si sospetta che le aziende fotovoltaiche cinesi abbiano violato tale norma ricevendo generosi finanziamenti governativi.



La Commissione europea, dopo una riflessione durata 90 giorni, ha deciso di avviare un’inchiesta antidumping contro i produttori cinesi di pannelli fotovoltaici. Le aziende cinesi dominano il settore solare europeo lasciando poco spazio ai produttori nostrani. I tempi per l’indagine sono chiari: entro nove mesi dall’inizio delle indagini, la Commissione europea renderà note le conclusioni.

Tasse doganali per l’importazione del fotovoltaico cinese
L’esito dell’indagine potrebbe aprire questa opportunità. In ogni caso, prima di procedere con qualsiasi provvedimento, la Commissione europea farà un’analisi in termini di costi-benefici. L’azienda leader asiatica, la Suntech, ha più volte sottolineato che le materie prime impiegate per la produzione di pannelli solari provengono in grande quantità proprio da nazioni europee. Bloccare il mercato cinese significherebbe mutilare altri settori nostrani. In più, ostacolando la concorrenza cinese, i prezzi del fotovoltaico riprenderanno a salire rallentando la diffusione di tale energia pulita.

L’industria del solare si basa su una catena del valore globale e complessa, e sarebbe quindi influenzata in maniera sostanziale e negativa dalle misure protezionistiche. Non ci sarebbero vincitori ma piuttosto danni incommensurabili e la perdita del nostro obiettivo fondamentale di rendere il solare una fonte di energia vantaggiosa e accessibile tutti. In aggiunta, tali azioni farebbero ritardare in modo significativo la nascita di un mercato sostenibile dell’energia solare senza il sostegno pubblico“, ha dichiarato Darren Thompson, managing director, Yingli Green Energy Europe GmbH.

Pubblicato da Anna De Simone il 8 settembre 2012