Collare antipulci per gatto: come sceglierlo

collare antipulci gatto

Collare antipulci per gatto: metterlo o non metterlo al nostro indipendente e e libertino amico? E, se necessario, quale mettere? Con l’arrivo del caldo, il dilemma del collare antipulci per gatto bussa alla porta assieme a pulci e zecche, rinvigorite dalla bella stagione.



Mentre siamo indecisi, cullandoci nei dubbi che qui sotto dipaneremo, non stiamo con la mani in mano ma controlliamo di frequente il pelo del nostro gatto. Collare antipulci per gatto sì, o no, va comunque controllato che non ci siano puntini rossi sulla cute e che lui non si gratti in maniera compulsiva ed irritata.

Il collare antipulci per gatto non è una alternativa ad altri rimedi, non per forza: ci sono shampoo specifici, a trattamenti localizzati, da spalmare sul morbido pelo, ci sono spray, anche, e nel tempo sempre meno nocivi per i nostri gatti, a meno che non si decida di “cucinarseli” da sé. Anche questa è una opzione, ed esiste anche per i collari.

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Partiamo però dalle scelte a disposizione in commercio per un collare antipulci per gatto. Ne esistono di vari tipi e modelli, con durate differenti e principi attivi simili o meno.

Particolarmente innovativo come collare antipulci per gatto è Seresto, che esiste in versione per cane. La particolarità di questo prodotto sta nella combinazione di materiali, studiata ad hoc perché il collare rilasci in modo controllato dosi basse dei principi attivi fino a 8 mesi. Oltre ad una durata sopra la media, questo collare antipulci per gatto non è solo antipulci: uccide pulci e zecche esistenti e scoraggia le zecche prima che possano pungere, proteggendo così il gatto dai loro attacchi e dalle malattie che portano con sé.

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Un’alternativa, addirittura in velluto, con tanto di campanellino, e con colori a scelta, rosso compreso, che con la mia Tari sta benissimo, è il collare antipulci per gatto della Amber Wolf D034. Qui fatemi aprire una parentesi sul campanellino: in generale scegliamolo con un suono tenue. Va sì sentito, ma spesso può innervosire l’animale, e basta immaginare noi stessi con un campanellino che denuncia la nostra presenza a ogni piè sospinto, nel vero senso della parola, per capire che non bisogna abusare del “campanellino”. E’ utile che sia inserito al collare antipulci per gatto se il nostro micione è girovago, sparisce nell’erba alta, o sparisce in generale. Altrimenti, se è per nostro divertimento, o per un tocco chic o zen, evitiamo.

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Alternativa delle alternative al collare antipulci per gatto è una medaglietta da applicare al semplice collare per animali domestici. Ce n’è una
confezione doppia da provare, è una bella trovata, ma non toglie il fatto che il collare va messo, al nostro micio. Può non piacere, ma non restiamo ancorati all’idea che il collare sia un “affare da cani”. Anche i gatti possono utilizzare il collare antipulci e trarne parecchi vantaggi, certo prima di farli abituare, armiamoci di pazienza. E di qualche saggi strategia.

Innanzitutto, collare antipulci per gatto, o non antipulci che sia, bando alla fantasia che io premio sempre, non esageriamo! In commercio ci sono collari di modelli completamente diversi tra loro, per materiale, colore e forma, da quelli semplicissimi, a quelli carichi di strass, passando per medagliette e ciondoli.

La prima cosa da guardare, dopo l‘efficacia antipulci, è il meccanismo di chiusura. Sono convinta che l’idea di dover comprare un collare antipulci per gatto ogni due per tre, perché il micio è vagabondo e inquieto non è molto attraente. Per lo meno per le nostre tasche.

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Accertata la bontà e la sicurezza della chiusura, per abituare un gatto al collare c’è da procedere per gradi, lasciandoglielo addosso per qualche ora e intrattenendolo o distraendolo mentre lo indossa così che non si concentri sulla presenza “nemica”. Quando glielo si mette, con delicatezza! Che lo confonda con una carezza e una coccola, non con un tentativo di strangolamento.

Se avete usato pazienza e costanza, e un buon collare antipulci per gatto, il resto lo fa il carattere dell’animale: potrebbe accettare il gadget andandone anche fiero, o fare il matto e stare tutto il giorno impegnato a toglierselo.

Nella scelta del collare antipulci per gatto, teniamo conto della opzione “green”. Non si tratta di un ripiego o di una soluzione “da tirchi” o di necessità, anzi. Se procediamo attentamente, possiamo superare le performance di un collare antipulci per gatto commerciale, soprattutto in durata e in rapporto qualità/prezzo. Inoltre, fatto da noi, un collare antipulci per gatto non conterrà sostanze nocive, ma solo tanto affetto.

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Proviamo? Prendiamo un fazzoletto di stoffa: va immerso in una ciotola dove abbiamo già preparato una miscela di olio essenziale di eucalipto, lavanda e citronella, al 100% naturali. Dieci gocce di ognuno: lì il tessuto deve stare a mollo 5-10 minuti e poi asciugare per un intero giorno, completamente. Solo quando non c’è cenno di umidità, possiamo prendere il nostro collare antipulci per gatto fai da te e legarlo delicatamente al collo del nostro animale.

Se è molto piccolo, o riesce a liberarsi facilmente dal foulard, possiamo optare per una fettuccia di raso o in gros-grain, che assorbe velocemente l’odore, teniamo però conto che la durata dell’effetto antipulci si riduce da 2-3 settimane a una sola. Per solidarietà con il nostro micio, ci si può agghindare con un Foulard a tema sono certa che apprezzerà.

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Già che ci siamo, associamo al collare antipulci per gatto, naturale, uno spray altrettanto fai da te e a base di prodotti non nocivi. Attenzione a non cadere nell’errore “da sempliciotti” di pensare che se una essenza è naturale, allora è okay per il gatto. No: da padroni di gatti dovreste sapere che si tratta di animali raffinati, e con un olfatto molto sensibile, che poco tollera alcune combinazioni. Fragranze come limone, albero del tè verde, cannella e garofano possono risultare tossiche, in particolare per il fegato. L’olio di Neem invece potrebbe svolgere un’azione antisettica e lenitiva, come il tea tree oil o altri oli essenziali al ginepro, eucalipto, timo e detergenti alla aloe vera.

Detto ciò, torniamo alla nostra ricetta spray da associare al collare antipulci per gatto. Prendiamo delle fette di limone e facciamole bollire in una pentola con 5 tazze di acqua salata, per circa 5 minuti, poi lasciamo riposare per la notte. E noi, imitiamo lo spray, andiamo a riposare: il gatto lo sa già fare senza che glielo si ripeta più volte. Il mattino seguente filtriamo la miscela, rimuovendo scorza e polpa di limone: ecco pronto il liquido da inserire nella bottiglietta spray e … spruzzare! Due o tre volte al giorno, su tutto il corpo, lasciando da parte il muso che è meglio strofinare con le mani, così da salvaguardare gli occhi.

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Se vogliamo evitarci l’opera di filtraggio, possiamo usare l‘olio essenziale di limone invece del frutto, ma occhio a non esagerare, il gatto, e il suo naso, non gradirebbero. Se vogliamo proprio cambiare odore, è possibile usare il rosmarino con simile procedimento, filtraggio compreso .

Non illudiamoci, però, che queste, anche se naturali, siano pozioni magiche: vanno applicate più volte, usando un pettine a denti stretti, morbido, per spazzolare il pelo e rimuovere pulci e uova. Solo la regolarità premia la lotta alle pulci. Non c’è collare antipulci per gatto che tradisca questa regola: commerciale, fai da te, o fatto da chi dice che… la determinazione è l’ingrediente essenziale: le pulci sono testarde, noi dobbiamo esserlo di più. Il gatto lo è già molto, imitiamolo!

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Pubblicato da Marta Abbà il 16 aprile 2015