Cobat: consorzio nazionale raccolta e riciclo

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Cobat, per esteso Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo, è oggi uno dei principali attori in Italia nella gestione dei rifiuti. Chi vi appartiene sa bene cosa significa poter usufruire dei servizi che offre, quel tipo di servizi che hanno un forte impatto sull’ambiente, in senso buono, ma che hanno poco impatto mediatico. Per questo abbiamo scelto di raccontare cosa è e cosa fa.



Cobat: cosa è

Si tratta di un consorzio di diritto privato, senza scopo di lucro, che da oltre venti anni rappresenta un sistema di raccolta, trattamento e riciclo di rifiuti di pile e accumulatori, come riconosciuto dall’articolo 20 del D.lgs. 188/08 in recepimento della Direttiva Comunitaria 2006/66/CE.

Immaginiamocelo come una multi-filiera in grado di proporre ai Produttori/Importatori un servizio integrato che convince molti soggetti perplessi dai tanti passaggi difficili da affrontare in autonomia, ad adottare comportamenti green.

Cobat garantisce infatti una corretta gestione del fine vita dei prodotti immessi al consumo, i suoi soci possono così tirare un sospiro di sollievo: ci pensa il consorzio a gestire tutto ciò, essi possono rasserenarsi, non danneggeranno l’ambiente e allo stesso tempo non dovranno fare acrobazie per evitare che i propri rifiuti inquinino.

Cobat: fotovoltaico

Cobat col tempo si è evoluto e se all’inizio si occupava solo di pile e accumulatori, oggi si prende cura anche di altre tipologie di rifiuti, come i RAEE, i pneumatici fuori uso e, proprio loro, i moduli fotovoltaici. Questo ultimo punto è molto importante da sottolineare, innanzitutto perché non scontato, ma anche perché sottolinea come il consorzio ha saputo stare al passo coi tempi.

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Cobat: cosa serve

Cosa fa concretamente Cobat per i propri soci è semplice e allo stesso tempo difficile. Garantisce il costante monitoraggio delle loro attività nella penisola e un controllo completo della filiera, dalla produzione fino all’avvio al riciclo dei rifiuti. Attraverso un portale assicura a chi lo usa che tutto verrà svolto in pieno rispetto della legge.

Ciascuno, quindi, accedendo all’area web dedicata, potrà gestire le dichiarazioni ambientali e gli ordini di ritiro e monitorare quanto immesso al consumo, dalle prime fasi della vendita fino al recupero finale.

Tutte operazioni che senza un aiuto diventerebbero non banali da realizzare o molto dispendiose soprattutto a livello di tempo. Invece con Cobat possiamo stare certi di avere la totale tracciabilità dei rifiuti che produciamo e si avere affianco un soggetto a cui chiedere supporto e assistenza.

I punti vincenti di questa realtà, operativa da decenni, sono la legalità, l’efficienza e la sostenibilità, per questo terzo punto che mi sta particolarmente a cuore, preciso che dobbiamo molto da cittadini ad un Consorzio come questo anche se non sia direttamente ad esso connessi. Evita infatti la dispersione dei rifiuti e fa sì che siano trattati con tecniche innovative in modo che danneggino il nostro Pianeta il meno possibile.

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Cobat: contributo

Oggi possiamo contare oltre 700 aziende che hanno deciso di appartenere a Cobat per fare il proprio contributo ad un presente e ad un futuro più sostenibile. Ciò significa che il consorzio ogni anno si occupa di 180.000 tonnellate di materiale immesso accompagnandolo a fine vita. Dando il proprio contributo, all’ambiente, tramite Cobat, ogni azienda lucida la propria immagine potendo dire a gran voce che non è di quelle che se ne fregano usando il territorio come la propria personale discarica.

Cobat impianti

Gli impianti di trattamento e recupero sono sparsi un po’ ovunque in tutto il Paese in modo piuttosto omogeneo e capillare perché Cobat vuole garantire alti standard di qualità senza fare differenze tra Nord e Sud, Penisola e Isole, Est oppure Ovest.

Gli impianti non sono che una parte, la più evidente, di ciò che Cobas offre, ma la parte di informatica è molto importante per monitorare ciò che avviene ai rifiuti affidati.

Nell’area di consultazione ci sono i dati, le anagrafiche e le autorizzazioni che è necessario conservare, in quella più “live” ci sono invece informazioni continuamente aggiornate su ciò che sta accadendo ai carichi di rifiuti affidati agli Impianti di stoccaggio dei Punti Cobat o assimilati.

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Pubblicato da Marta Abbà il 3 dicembre 2016