Cattedrale vegetale a Lodi

Cattedrale vegetale a Lodi

Cattedrale vegetale a Lodi, un monumento alla natura o, meglio, a come è possibile che uomo e natura possano convivere in armonia, senza distruggersi a vicenda ma condividendo gli stessi spazi in modo distruttivo senza la minima violenza. La Cattedrale vegetale a Lodi non è una idea o un ideale ma una vera architettura realizzata da Giuliano Mauri che ne ha sparse in altri luoghi, anche, con saggezza e sobrietà



19Cattedrale vegetale a Lodi: dove si trova

Dobbiamo raggiungere la riva sinistra del fiume Adda e trovare l’area “Ex Sicc” per vedere cosa è stato realizzato su progetto di Mauri e sotto la direzione artistica dei figli di Mauri. La Cattedrale vegetale a Lodi occupa un’area di 1.618 metri quadri ed è costituita da 108 colonne di legno ciascuna con un diametro di 1,20 metri ciascuna. La struttura è grande, ovvero è alta 18 metri, lunga 72 e larga 22,48 metri, in totale ospita 108 alberi in continua crescita.

Cattedrale vegetale a Lodi: caratteristiche

Da un lato si può guardare a questa cattedrale come ad un’opera architettonica ma di fatto è molto di più. Non la si può nemmeno confinare nella definizione di edificio religioso, sarebbe una offesa etichettarla come un capriccio puramente estetica. E allora cosa è la Cattedrale vegetale a Lodi?

Un modo di abitare e di compenetrare la natura tutto nuovo e certo contro tendenza. Qui, passeggiando negli spazi tra gli alberi, si capisce bene cosa significa essere a contatto con la natura ascoltandone i silenzi e lasciandosi avvolgere dai suoi odori e dal buio della notte. La Cattedrale vegetale a Lodi è certamente un’’opera da vivere, è una esperienza che solo descritta o filmata, non rende l’idea della propria potenza a livello di impatto emotivo.

Cattedrale vegetale a Lodi: caratteristiche

Prima di realizzarla nella propria città, Mauri ha regalato ad altri siti altre Cattedrali vegetali non meno affascinanti prima di morire, nel 2009, prima di vedere realizzata l’opera di Lodi, postuma ma secondo il progetto firmato dall’architetto e lasciato come testamento artistico.

Mauri, nato nel 1938, da subito si è dedicato ad arte ed architettura ma nel 1981, dopo l’incontro con Vittorio Fagone e Dieter Ronter, ha abbracciato l’allora movimento europeo Art in nature ed è stato l’unico artista italiano insieme a Hermann Prigann e Nils Udo a realizzare opere e installazioni che rendessero concrete le linee guida così condivise.

 

Cattedrale vegetale a Lodi: caratteristiche

Cattedrale vegetale a Lodi: orari

La Cattedrale vegetale è di fatto sempre aperta, per sua natura, ma meglio organizzarsi per raggiungerla in modo comodo. Anche con i mezzi è fattibile, dista dalla stazione di Lodi 15 minuti.

Cattedrale vegetale a Lodi e altre cattedrali

Se la cattedrale di Lodi di Mauri ci piace, possiamo andare a vedere anche le altre cattedrali vegetali dello stesso artista, realizzate negli anni precedenti con la stessa filosofia.

La prima, realizzata nel 2001, si trova ad Arte Sella a Borgo Valsugana, in provincia di Trento, ed è un simbolo della valle, richiama anche attualmente migliaia di visitatori ogni anno. La seconda Cattedrale è stata iniziata dall’artista e portata a termine dalla famiglia, si trova nel Parco delle Orobie, in provincia di Bergamo, ed è meno nota della precedente ma altrettanto affascinante.

Cattedrale vegetale a Lodi bambini

Questa opera d’arte è perfetta per i bambini che forse percepiranno meglio degli adulti la sua potenza emotiva non volendola per forza leggere in chiave artistica o intellettuale. E’ infatti meglio avvicinarsi alla cattedrale con uno spirito bambino, pronti a percepire sensazioni e suoni nuovi, ad ascoltare la natura e non a dettare noi legge. Una volta tanto!

 

Cattedrale vegetale a Lodi bambini

Ci sono state in passato alcune polemiche poiché era stato vietato avvicinarsi alla cattedrale con i cavalli, per fortuna non è vietato alle persone, bambini compresi, anche se possono interpretarla come un parco giochi. L’importante è portare rispetto per questa struttura e una volta che la si vive dal vero, viene spontaneo ammirarla e non viene certo in mente di danneggiarla. Ricorda un po’ l’effetto che fanno alcune grandi opere di arte topiaria anche se non siamo sullo stesso piano di azione.

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Pubblicato da Marta Abbà il 19 giugno 2018