Carota bianca: caratteristiche, benefici e come cucinarla

Carota bianca

Si chiama carota bianca o anche, più correttamente, rapa bianca, ma in realtà il nome con cui definirla ufficialmente è “daikon”. Stiamo parlando di una radice che in effetti sembra una carota ma non lo è, ed è bianca. L’unica cosa da fare è leggere le sue caratteristiche, qui, e poi fiondarsi ad assaggiarla per sapere se ci piace, a meno che non siate già degli esperti e dei grandi appassionati. Chi ama la cucina orientale potrebbe esserlo e non mi stupirebbe.



Carota bianca: caratteristiche

Questa carota ha origini in Asia ed è in queste zone che spopola. Basta pensare che i giapponesi la consumano per bruciare grassi, prima della tempura, loro noto piatto non proprio leggerissimo anche se non pesante come le nostre fritture di mare o come le patatine di un fast food. Il daikon non brucia le calorie nel vero senso della parola, quella espressione è una leggenda metropolitana giapponese, ma è vero che non ne contiene molte. In compenso ha molta vitamina C e un buon sapore.

Appartiene alla famiglia di ravanelli e il suo nome significa “grande radice” per le dimensioni della sua base larga, è un ortaggio che, come vedremo a breve, si può gustare sia crudo, sia cotto, sia al forno che stufato. Volendo anche fritto, ma a quel punto fa concorrenza alla tempura.

Carota bianca: come cucinarla

A chi non è già pratico, consiglio di cercare una versione facilitata della carota bianca che in commercio si trova anche sotto forma di “insalatini”. Ciò significa che invece di presentarsi in forma rapa o carota, come appena sradicata dal suolo, è già preparata in pezzetti, tagliata a julienne e fermentata con acidulato di umeboshi.

L’Umeboshi, non pretendo che lo sappiano tutti, è un condimento giapponese a base di prugne salate che in Italia si può trovare solo in negozi specializzati oppure acquistare on line, sempre in siti che amano la cucina giapponese e i suoi prodotti anche di nicchia. Una caratteristica della carota bianca è il sapore piccante ma se lo si fa fermentare come appena detto, allora questa sfumatura che pizzica si fa più leggera e l’alimento diventa più gradevole anche per i palati delicati. Non scordiamo che una lieve fermentazione lattica dona preziosi enzimi che favoriscono la digestione.

Ogni 100 grammi di daikon ci forniscono 15 calorie, come dicevo, sono degli ortaggi davvero poco calorici e perfetti per dare un tosso esotico alle nostre insalate a cui aggiungerlo crudo, a pezzettini, a dadini. Oltre che affiancato alle tempure, in Giappone viene servito in abbinamento a tutti i fritti in genere ma possiamo trovare questa carota pallida anche cucinata al forno, da sola o con altre verdure. Una volta cotta, la si può condire con un buon olio extravergine d’oliva, olio EVO e con erbe aromatiche a nostra scelta.

Non per forza ci vuole un fritto per servire a tavola la carota bianca che si intona bene anche con qualsiasi piatto di pesce restando un contorno sano e leggero. Chi preferisce i primi, può inserire il daikon anche nelle ricette di zuppe e minestre. La cosa importante da ricordare, prima di pensare a come cucinarlo, sono le modalità di conservazione della radice di cui stiamo parlando. Meglio tenerla in un posto asciutto e fresco, una volta acquistata, senza aspettare troppo tempo per usarla, al massimo un paio di settimane.

Carota bianca: come cucinarla

Carota bianca giapponese

L’origine giapponese del daikon è più che confermata, in verità si suole dire che sia un ortaggio di origine asiatica e non solo giapponese, per essere più precisi. Visto che è diventato noto anche in Europa, oggi lo si produce anche dalle nostre parti, anche in Italia e questo lo rende più facilmente reperibile. Nei supermercati possiamo scambiarla per una carota decolorata ma in verità non è una varietà di carota, è un ortaggio, una radice appartenente alla stessa famiglia di verze e cavoli, le Brassicaceae, con le foglie simile a quelle delle rape.

Carota bianca: benefici

Nota come un bruciagrassi naturale, la carota bianca ha molti altri pregi che non sono legati alle calorie e alla linea. E’ in grado di agire su parti diverse del corpo a seconda che venga mangiato fresco o secco, è ricca di minerali come calcio, potassio, magnesio, ferro, fosforo, e anche di vitamine tra cui la C, le vitamine del gruppo B e la D. Anche di fibre ne contiene numerose.

Tralasciando per un attimo la leggenda del bruciacalorie, veniamo ai benefici reali che questo ortaggio apporta a coloro che la cercano, la cucinano e la mangiano. Il daikon ha virtù disintossicanti, antigonfiore, diuretiche e drenanti, quindi più che per chi deve perdere peso è molto adatto per chi desidera combattere la ritenzione idrica e la cellulite. Non è finita. Le nostre carote bianche hanno perfino il ruolo di mucolitico e in inverno possono darci una mano se ci ammaliamo di tosse e raffreddore.

Carota bianca: sapore

Prima di comprare il daikon nei negozi di alimenti naturali e nei supermercati più forniti, controlliamo che ci piaccia il suo sapore, non forte ma di certo del tutto particolare. Non centra nulla con la carota, iniziamo a precisarlo, e se proprio vogliamo associarlo ad un ortaggio che conosciamo, questo è il ravanello. Se assaggiamo la sommità della radice, la troviamo dolce, quindi è una parte che va bene anche da mangiare cruda, grattugiata o a scaglie. Se invece preferiamo un sapore più di carattere dobbiamo usare la parte bassa che risulta piccante. Anche chi ama questo tipo di sapori è bene che cuocia il daikon nella sua parte bassa, a scelta se farlo al forno, in padella o al vapore.

Carota bianca: sapore

Carota bianca: ricetta

Buono insieme alle patate e ad altre verdure di stagione – piselli, asparagi, spinaci, l’ortaggio si presta alla preparazione di molte ricette anche tremendamente differenti l’una dall’altra. Alcune sono orientali oppure orientaleggianti, altre sono invece molto occidentali e adattate per ospitare il daikon tra gli ingredienti.
Vediamo assieme la ricetta della vellutata di radici bianche per prepararci all’inverno, una crema soffice e decisamente bianca, come la neve!

Si tratta di un piatto semplice ma elegante e che fa molto bene alla salute, con un effetto rivitalizzante e ricca di vitamine grazie anche alla presenza di altre radici che si affiancano al daikon unendosi ad esso in modo armonioso.
Assieme alla carota bianca troviamo la batata bianca, la rapa bianca, il topinambur, il sedano rapa da cucinare con un cucchiaio di olio evo e 50 ml latte vegetale di soia. Chi ama l’aglio lo può aggiungere.

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Pubblicato da Marta Abbà il 8 settembre 2018