Bolla del pesco: come puoi rimediare!

Bolla del pesco

La bolla del pesco è una malattia che potrebbe colpire il tuo albero di pesco, e del quale dovresti liberarti il prima possibile per non pregiudicare definitivamente lo stato di salute della pianta.

Ma come puoi fare? Di seguito abbiamo voluto individuare alcune tecniche collaudate, biologiche e naturali, che vogliamo condividere con te, nella speranza che ti possano essere utili!

Cos’è la bolla del pesco

Quanto viene comunemente chiamata bolla del pesco è una malattia fungina che colpisce pesche e nettarine, e che viene spesso denominata anche come ricciolo di foglie (o, per utilizzare il nome scientifico di questa patologia, Taphrina deformans).

Si tratta, in buona sostanza, di uno dei problemi di malattia più comuni nei frutteti da cortile, in grado di poter pregiudicare non solamente il raccolto, quanto anche e soprattutto la bontà e lo stato di salute dell’intero albero.

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Quali sono i sintomi della bolla del pesco

Ma quali sono i sintomi della bolla del pesco? Quali sono i segnali che dovrebbero farti comprendere che forse il tuo albero sta per essere interessato dalla bolla del pesco?

Diciamo che, con qualche considerazione superficiale e di intesi, i principali sintomi appaiono in primavera, e sono generalmente rappresentati dalla comparsa di aree rossastre sulle foglie in via di sviluppo. Queste aree diventano spesse e si increspano, causando l’arricciatura e la distorsione delle foglie. Quando arriva in uno stato di maggiore gravità, l’arricciatura delle foglie può ridurre sostanzialmente la produzione di frutta.

I funghi patogeni svernano come spore (conidia) sotto la corteccia, intorno alle gemme e in altre aree protette. All’inizio della stagione vegetativa, durante il fresco e umido tempo primaverile, le spore infettano le nuove foglie che emergono dalle gemme. Più tardi, il fungo produce un gran numero di nuove spore che vengono spruzzate o soffiate da un albero all’altro.

La bolla del pesco è più comune quando le temperature sono mediamente elevate ma, purtroppo, può anche verificarsi a temperature relativamente basse. E, in effetti, si pensa che il clima fresco prolunghi il periodo di infezione perché le nuove foglie crescono lentamente. Il tempo umido è comunque uno dei maggiori fattori di rischio per contrarre l’infezione.

Come rimediare alla bolla del pesco

Ma in che modo si può rimediare alla bolla del pesco, e cercare così di ridare un nuovo benessere al proprio albero?

In generale, la bolla del pesco può essere controllata mediante l’applicazione di fungicidi a base di zolfo o rame, etichettati per l’uso su pesche e nettarine. Spruzzare l’intero albero dopo che il 90% delle foglie è caduto in autunno e di nuovo all’inizio della primavera, poco prima dell’apertura delle gemme. Per ottenere i migliori risultati, gli alberi dovrebbero essere spruzzati fino al punto di deflusso o fino a quando non iniziano a sgocciolare.

Per ottenere i migliori risultati, sarebbe inoltre necessario coprire sia la parte superiore che quella inferiore delle foglie con un sottile strato uniforme del fungicida. A seconda della densità di fogliame e delle caratteristiche del proprio albero, saranno necessarie delle applicazioni ogni 7-10 giorni.

Tra gli altri suggerimenti per poter evitare i maggiori problemi al proprio pesco, ricordiamo anche di mantenere il terreno sotto gli alberi rastrellato e pulito, specialmente durante i mesi invernali.

Distruggere le parti di piante infette eviterà a contenere il rischio che l’infezione si propaghi.

Se poi i problemi della malattia sono gravi, una corposa potatura, l’applicazione di prodotti specifici per la cura, ad alto contenuto di zolfo, e un’innaffiatura regolare (evitando di bagnare le foglie, se possibile), dovrebbero dare il giusto supporto.

Aspetti biologici della bolla del pesco

Alcuni dettagli del ciclo di vita del fungo che genera la bolla del pesco rimangono poco chiari. Sverna all’interno delle gemme in uno stato saprofitico, simile a quello dei lieviti (si nutre pochissimo e con materiale non vivente). Quando i boccioli si rompono, il fungo è poi in grado di penetrare nel tessuto fogliare, causando una massiccia distorsione nota come ipertrofia (gonfiore e distorsione) senza uccidere i tessuti fogliari. Poi produce una fioritura di spore sulle foglie infette. Queste si depositano in fessure nella corteccia e nelle gemme, formando lo stato di lievito svernante che persiste fino alla primavera successiva.

L’albero può produrre un secondo flusso di foglie per sostituire le foglie cadute e infette, ma queste non saranno reinfettate dal fungo. Le condizioni di umidità sono comunque necessarie perché si verifichino le infezioni primaverili.

Conclusioni

Una volta che l’albero è infetto con la bolla del pesco, in realtà non c’è molto da fare per liberarsi della malattia nella stessa stagione in cui è comparsa. Ma è molto importante mantenere il vigore dell’albero per tutta la parte di crescita attiva.

Dunque, meglio diluire i frutti per ridurre la domanda di risorse degli alberi. Per le pesche e le nettarine, i frutti dovranno dunque essere più distanziati del solito. Rimuovi i frutti malati o screpolati e mettili nella spazzatura, non nel mucchio di compost.

Concima con azoto entro la metà di giugno, usando un buon concime equilibrato per alberi da frutto. Mantieni la pianta regolarmente innaffiata per ridurre lo stress idrico.

Pulisci le foglie o i frutti caduti intorno alla base dell’albero per ridurre la diffusione ad altri alberi. Non metterli nel mucchio del compost, perché le spore possono rimanere inattive per un po’ di tempo.

Speriamo che questi suggerimenti ti siano utili per poter migliorare lo stato di salute del tuo albero di pesco. Per maggiori informazioni ti consigliamo naturalmente di ricorrere alla consulenza di un buon giardiniere.

Pubblicato da Anna De Simone il 4 Novembre 2019