Auto elettrica: consumi e costi

Auto elettrica consumi

Auto elettrica: quanto mi costi? A parte l’acquisto, ma i prezzi si stanno livellando, l’auto elettrica presenta indubbiamente dei vantaggi economici rispetto a un’auto tradizionale. Il più evidente è nei consumi. Poi ci sono i costi di gestione, bollo e manutenzione, che sono agevolati e molto più contenuti di quelli di un veicolo a motore termico.

Il terzo vantaggio di un’auto elettrica, e buttalo via, è la libertà di movimento in città  e nei centri storici, unita alla consapevolezza di contribuire alla riduzione dell’inquinamento. Lasciamo stare le lunghe percorrenze, ma per gli spostamenti in città e dintorni questa soluzione può essere già un affare.

Auto elettrica: consumi

L’Associazione Difesa Orientamento Consumatori (Adoc) ha calcolato che con un’auto elettrica si possono spendere soli 3 euro per percorrere 160 km, che è attorno all’autonomia massima di un buon veicolo elettrico. Per verificare questo dato ci serve sapere quanto paghiamo l’elettricità e quanta autonomia ci offre la batteria della nostra auto elettrica.

Mettiamo da parte cosa dicono le case automobilistiche e facciamo il conto della serva. L’energia andrebbe misurata in Joule (J) ma trattandosi di energia elettrica ragioniamo in chilowatt ora (kWh), il che rende tutto più facile perché è sui kWh consumati che i vari fornitori ci fanno pagare la ‘luce’. Con dei meccanismi particolari, al loro di costi fissi e imposte.

Il prezzo euro/kWh dipende dal contratto di fornitura e dal momento in cui si preleva l’elettricità. Nella tariffa bioraria domestica le fasce di consumo F2-F3 (serale e festivi) sono più convenienti rispetto alla fascia F1 (diurna). Nelle utenze business invece succede il contrario: l’elettricità costa meno di giorno e di più la sera, il sabato e la domenica. Ricaricare le batterie dell’auto elettrica conviene a casa di sera e nei festivi, in ufficio durante il giorno.

Quanta energia tiene la batteria e per quanti chilometri? Se immaginiamo la batteria di un’auto in grado di accumulare 24 kWh per dare un’autonomia di 160 km, il costo chilometrico sarà di: 24:160 = 0,15 kWh/km. A questo punto basta moltiplicare i due valori –  €/kWh x kWh/km – per ottenere il costo chilometrico in euro.

Certamente contano i dati reali – in fatto di autonomia quelli dichiarati dalle case non sono ancora precisissimi – e contano anche altri fattori. Alcune auto elettriche per esempio recuperano energia dalla frenata e questo fa aumentare l’autonomia abbassando il costo €/km. Nel complesso si può dire che il valore calcolato da Adoc (3 euro per 160 km) è una media credibile e in ogni caso il costo-consumo di un’auto elettrica ricaricata in modo intelligente è davvero basso.

Auto elettrica: costi di manutenzione

Anche in fatto di manutenzione al motore l’auto elettrica è più risparmiosa di quella a benzina o diesel. Ci sono meno componenti e l’usura è inferiore. Certamente le batterie vanno fatte controllare e a un certo punto anche sostituite, ma tutto sommato la spesa del meccanico è contenuta.

Per quanto riguarda il bollo, in Italia si è deciso di favorire la diffusione delle auto elettriche azzerando l’imposta governativa per un periodo che varia da regione e regione. Fronte assicurazioni, sempre più compagnie si stanno attrezzando con prodotti ad hoc per le e-car e i prezzi delle polizze sono più bassi di quelli applicati alle auto tradizionali.

Auto elettrica: vantaggi privati e collettivi

Potersi spostare senza restrizioni in città è un vantaggio non trascurabile, anche economico se si considera l’esenzione dai pedaggi. Per quanto riguarda l’ambiente beh, certamente le auto elettriche danno un bel contributo al miglioramento della qualità dell’aria. Anche le e-car un po’ inquinano, ci mancherebbe, ma sono più ‘sostenibili’.

Un dibattito interessante dal punto di vista ambientale è quello del problem shifting della produzione. Costruire auto elettriche in fabbriche energivore bruciando petrolio sposterebbe solo il problema senza risolverlo. Ma se i produttori di e-car investono nel rendere energeticamente sostenibile l’intera catena produttiva usando solo energia rinnovabile – come sta facendo per esempio la BMW per il modello BMW i3 nella fabbrica di Lipsia – allora le cose cambiano.

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Pubblicato da Michele Ciceri il 8 dicembre 2014