Assenzio: liquore e gradi

Assenzio

Oltre ad essere un potente antinfiammatorio, soprattutto per lo stomaco, l’assenzio è anche un liquore, piuttosto celebre, forse più celebre come liquore che come antinfiammatorio se proprio vogliamo vedere. E’ importante quindi conoscere tutte le sue proprietà curative e come impiegarlo per la nostra salute.

Non è una new entry nel panorama delle piante interessanti perché è una sostanza nota sin dai tempi antichi.



Ad esempio gli Assiri e i Babilonesi usavano l’assenzio o miscugli con questo ingrediente, come agile digestivo ma anche gli antichi Egizi e lo stesso Ippocrate ne facevano largo uso come rimedio naturale per una serie di malanni non limitandosi solo al mal di stomaco anche se certamente il suo focus principale è quello. E’ in verità per via della presenza di flavoni, oli essenziali, absintina (lattone sesquiterpenico), tannini ed acido ascorbico che troviamo non tanto nelle foglie o nelle radici quando nelle inflorescenze dell’assenzio.

Quando queste sostanze entrano in circolo nel nostro corpo allora liberano l’intestino e lo stomaco dalle infezioni e dai parassiti, favoriscono la secrezione di bile e migliorano la digestione, stimolando anche l’appetito. Questa pianta, come rimedio naturale funziona anche per il fegato, proteggendolo, per attenuare gli spasmi muscolari e la nausea da mal di mare, oltre ai dolori legati al ciclo mestruale. Ci sono dei casi in cui l’assenzio riesce anche ad abbassare la febbre ma in generale il primo motivo per cui viene assunto è la cura della gastrite e dell’acidità di stomaco.

Assenzio: liquore

Si può decidere di ricavare un liquore aromatico amaro dall’assenzio invece di usarlo come antinfiammatorio e si otterrà un liquido di un tipico colore verde. Si tratta di un prodotto reso famoso da molti artisti che nell’Ottocento lo usavano per indurre stati allucinatori e una volta che li avevano raggiunti si sentivano più ispirati nel creare le loro opere, che fossero opere letterarie, musicali o pittoriche.

Da questo ruolo di musa, alcolica, nasce il soprannome di “fata verde”. La moda ha preso piede e molti hanno cercato di migliorare le proprie prestazioni sorseggiando il liquore verde che nel giro di qualche decennio ha iniziato ad essere considerato una sorta di droga. Anche le pianta stessa è stata giudicata pericolosa ed è stata bandita.

Fortunatamente un po’ di anni dopo dal divieto, si è scoperto che non era la pianta dell’assenzio a dare quegli effetti allucinogeni, bensì delle altre erbe che venivano macerate insieme al liquido per preparare il liquore, ecco perché oggi possiamo tranquillamente bere assenzio senza infrangere la legge.

Assenzio: liquore

Ricetta del liquore

Il liquore può essere preparato anche in casa anche se non è un procedimento dei più semplici. Proviamo. Procuriamoci mezzo litro di alcool a 95°, 3 cucchiaini di artemisia absinthium, 4 bacche di cardamomo, 2 cucchiaini di semi di anice, 1 cucchiaino di maggiorana, mezzo cucchiaino di coriandolo, 1 cucchiaino di isoppo, 2 cucchiaini di radici di angelica, mezzo cucchiaino di semi di finocchio, mezza noce moscata e 3 chicchi di uva passa.

Versiamo l’assenzio nel mezzo litro di alcool in bottiglia e agitiamo un bel po’ per poi far riposare e decantare il tutto almeno per una settimana, evitando ambienti troppo secchi ma preferendo quelli umidi e caldi. Terminata questa pausa filtriamo l’alcool che nel frattempo sarà diventato verde e mettiamolo in una seconda bottiglia, nel frattempo occupiamoci degli altri ingredienti. Vanno tutti tritati e versati nell’alcool, dopo aver agitato dobbiamo di nuovo lasciare il miscuglio a riposare per un’altra settimana. Abbiamo tutto il tempo di prendere un pentolino per far scaldare 250 millilitri di acqua assieme a 18 cucchiaini di zucchero per fare lo sciroppo da far raffreddare e poi aggiungere alla bottiglia insieme a 3 chicchi di uva passa.

Ecco pronto il nostro assenzio fai da te, la procedura più che complicata è lunga per via delle fasi di decantazione della bottiglia, fasi però essenziali per un buon risultato finale.

Assenzio: pianta

Si chiama Artemisia absinthium la pianta e appartiene al genere dell’artemisia, nella famiglia delle Compositae. È una pianta dal gusto molto amaro, con foglie di colore verde e pelose nella parte superiore mentre nella pagina inferiore tendono al bianco-grigiastro.

Questa specie, alta massimo un metro, cresce in Europa, Asia e America del Nord ed è riconoscibile soprattutto dal forte profumo che emana, la si può trovare anche sul ciglio delle strade o intorno alle mura delle case. I suoi fiori, ricchi di proprietà, sono costituiti da capolini di colore giallo raggruppati in grandi quantità a formare quelle che sembrano quasi delle pannocchie, spuntano tra agosto e settembre e poi si trasformano in frutto, un achenio di forma ovale e lucido.

La pianta dell’assenzio preferisce le zone aride e secche, teme i ristagni di acqua, mantiene le proprie radici nella stagione invernale per poi germogliare a primavera e in estate può servire anche ad allontanare zanzare.

Assenzio: pianta  

Assenzio: cocktail

L’assenzio, tornato legale, è stato inserito in alcune ricette di cocktail davvero interessanti come quella del Corpse Reviver con gin, Curacao, Lillet Blanc e succo di limone fresco, oppure del Reverse Corpse Reviver, simile. E poi c’è l’Absithe Frappé, da preparare con foglie di menta, Golden Moon ‘REDUX’ Absinthe, Rich Simple Syrup, molto gustoso.

Assenzio: tisana

Chi preferisce passare, all’idea del liquore, può sorseggiare una tisana all’assenzio, non allucinogena ma di certo salutare, fatta con le sommità fiorite e le foglie essiccate. In caso di inappetenza si consiglia di berne una tazza almeno mezzora prima del pasto; come vermifugo va bevuto solo a digiuno per trattare i disturbi digestivi si beve dopo i pasti.

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Pubblicato da Marta Abbà il 16 ottobre 2018