Cardamomo, tutte le info

CardamomoCardamomo, tra rimedi naturali e proprietà della pianta originaria dell’India ma che ha conquistato tutto l’occidente grazie alle sue proprietà benefiche. Il cardamomo è impiegato anche in cucina per arricchire un gran numero di piatti.

Cardamomo: proprietà, rimedi naturali, coltivazione della pianta e cure. Benefici, controindicazioni e impieghi del cardamomo.

I semi di cardamomo hanno un odore fortemente aromatico, agrodolce, quasi simile a quello del limone. E’ il sapore corposo, dolciastro, profondo e piccante che rendono questo ingrediente molto ricercato in cucina.

Cardamomo, la pianta e le sue virtù

Il cardamomo, pianta perenne del sud dell’India, appartiene alla stessa famiglia dello zenzero; le foglie sono lanceolate di colore verde scuro e di colore più chiaro sul fondo. Alla base della pianta ci sono piccoli fiori gialli e dei baccelli viola che diventano semi aromatici di color nero lucido.

Questa pianta era già nota e apprezzata fin dai tempi antichi: gli egiziani la utilizzavano per le sue proprietà medicinali, Greci e Romani la includevano nella loro dieta quotidiana come per rafforzare la salute.

Oggi, in cucina, il cardamomo viene impiegato per insaporire riso, insalate, carni, insaccati, verdure, pesce, biscotti, dolci, caramelle, liquori e tanto altro ancora. E’ apprezzato nel mondo culinario in generale ma ancora di più nella medicina naturale come ingrediente nella realizzazione di tè e altri rimedi casalinghi. Per il suo notevole contenuto di oli essenziali, il cardamomo viene impiegato per fare profumi e in aromaterapia.

Cardamomo, proprietà benefiche

Nella medicina ayurvedica, l’infusione di cardamomo viene prescritto per il raffreddore, influenza, tosse e sinusite.

In aromaterapia l’olio essenziale viene impiegato per il massaggio in caso di problemi respiratori, cattiva circolazione e per rafforzare le difese.

Tra i principi attivi segnaliamo la presenza di limonene, sabinene, borneolo e cianeolo. Il cardamomo è popolare per le sue proprietà antisettiche e digestive.

Cardamomo, rimedi naturali

Cardamomo, rimedio naturale contro lo stress

Per lenire stanchezza fisica e mentale e alleviare i sintomi dello stress, il cardamomo è un buon alleato. Per l’assunzione basta bollire 1 cucchiaino di baccelli di cardamomo in 250 ml di latte per 5 minuti poi coprire e lasciare raffreddare. Da assumere tutte le sere prima di coricarsi.

Rimedio contro l’anemia alimentare

Il cardamomo è una buona fonte di micronutrienti, in particolarecalcio, potassio, zinco e ferro. Per contrastare l’anemia alimentare, è necessario seguire una dieta ben bilanciata ma ancora meglio se integrata con un preparato a base di cardamomo. Vi basta frullare la polpa di due mango, 1 tazza di yogurt naturale e 1 cucchiaino di cardamomo fino ad ottenere un composto uniforme. Prendete 1 tazza al giorno per fare il pieno di energie e micronutrienti, conservare in frigo per massimo 3/4 giorni.

Rimedio per rafforzare il sistema immunitario

Mettere in un pentolino i semi di tre bacche di cardamomo, aggiungere il succo di due arance e mezza tazza di acqua poi cuocere a fuoco medio mescolando continuamente, per 10 minuti. Quando arriva a ebollizione togliere dal fuoco e lasciare raffreddare. Prendere 1 tazza al giorno.

Rimedio contro l’affaticamento e la sensazione di stanchezza

In una tazza versare 1 cucchiaio di caffè macinato e 3 semi secchi e schiacciati di cardamomo poi aggiungere 125 ml di acqua bollente. Coprire e lasciare riposare per 10 minuti poi filtrare: se lo preferite potete sciogliere 1 cucchiaio di miele. Da bere mattina e sera tutti i giorni per circa una settimana, riprendere l’assunzione dopo circa un mese.

cardamomo

NOTA BENE: è consigliabile chiedere il parere del vostro medico curante prima dell’assunzione del prodotto.

Cardamomo, coltivazione

Non vi farà piacere sapere che il cardamomo è una delle piante aromatiche più difficili da coltivare. Non è un caso che il cardamomo sia annoverato tra le tre spezie più costose al mondo insieme alla cannella e allo zafferano.

Solo i vari esperti e appassionati di giardinaggio possono cimentarsi nell’impresa di coltivare il cardamomo! Questa pianta appartiene alla stessa famiglia dello zenzero, quella delle Zingiberacee, ma si coltiva con più difficoltà.

La coltivazione del cardamomo può avere scopo ornamentale o alimentare: la pianta di cardamomo è molto bella e si presenta come una perfetta pianta d’appartamento.

Per capire perché è difficile coltivare cardamomo in Italia vi basterà pensare al suo paese d’origine: questa pianta perenne è originaria dell’oriente. La sua coltivazione è affidata alle donne e praticata soprattutto nello Sri Lanka, in Iran, in India, Tailandia e nell’America centro-meridionale.

Se vivete nell’Italia meridionale avete più possibilità di coltivare cardamomo. In Italia, il cardamomo va coltivato solo in zone a temperatura mite (anche in inverno) e solo in vasi così da poter essere spostato in ambiente riparato durante i mesi invernali.

La pianta muore con temperature inferiori a 10 gradi e soffre con temperature di comprese tra i 10 e i 15 gradi. La sua temperatura ideale di coltivazione è di 22 °C.

Come coltivare il cardamomo in vaso

La coltivazione in vaso è l’unica soluzione possibile dato le esigenze climatiche del cardamomo. La pianta vede un elevato sviluppo radicale (dei rizomi) e quindi necessita di vasi molto ampi.

Per la coltivazione del cardamomo, organizzate dei grossi vasi da poggiare su carrelli con rotelle, altrimenti non riuscireste a trasportare i vasi al riparo durante la stagione fredda.

Il terriccio deve essere caratterizzato da una reazione acida, con pH intorno a 5,1 – 5,5. Ciò significa che non dovete irrigare il cardamomo con l’acqua del rubinetto altrimenti andreste ad alcalinizzare il suolo. Per l’irrigazione del cardamomo seguite le istruzioni segnalate nella pagina dedicata a come irrigare le piante acidofile. Come tutte le acidofile, anche il cardamomo richiede irrigazioni costanti nel periodo estivo.

Somministrate concime solo in primavera e in autunno con apporti graduali.

Se riuscite nell’impresa di coltivare il cardamomo, ricordate di raccogliere le capsule quando sono ancora verdi e chiuse, lasciandole essiccare al sole per pochi giorni. Le capsule vanno aperte a mano togliendo i semi; i semi estratti dovranno essere ulteriormente essiccati e conservati in barattoli dalla chiusura ermetica, lontani da fonti di calore e in un luogo al buio. Molti produttori preferiscono lasciare i semi all’interno della capsula per preservare maggiormente l’aroma dei semi di cardamomo. In questo caso, la capsula viene rotta al momento dell’utilizzo ma il periodo di essiccazione può variare dalle 2 settimane al mese.

Pubblicato da Anna De Simone il 18 luglio 2016