Ascidie in acquario

ascidie in acquario

Ascidie in acquario: come tenerle, caratteristiche e quali sono le ascidie che si possono adattare al nostro acquario marino.

Un acquario marino è dotato di grande fascino, soprattutto quando popolato da invertebrati. Tra gli invertebrati da inserire nell’acquario, oltre gli echinodermi (stelle marine, ricci…) figurano anche i tunicati come le ascidie.

Ascidie, cosa sono

Le ascidie sono organismi filtratori appartenenti ai Tunicati. Questa classe di organismi filtratori popolano le rocce dei fondali marini, in condizioni di scarsa illuminazione. Presentano un corpo cilindrico e colorazioni che varia da specie a specie.

In linea generale, possiamo dire che le ascidie presentano un sifone sul corpo, tale sifone è formato da due fori, uno di ingresso e uno di uscita. L’acqua entra, viene filtrata, ed esce dal foro opposto. Per alimentarsi, le ascidie trattengono qualsiasi particella che trovano nell’acqua.

In un acquario, un ambiente chiuso, le ascidie non hanno modo di filtrare grossi volumi d’acqua e per questo sono difficili da gestire.

Ascidie in acquario, le specie adatte

Le ascidie sono difficili da mantenere in acquario ma, con gli accorgimenti giusti non sarà una missione impossibile.

Quando parliamo di ascidie facciamo riferimento a un’intera classe di organismi filtratori, in natura vivono adesi al substrato (sono sessili) e non tutti sono adatti alla vita nell’acquario.

Chi vuole allestire un acquario Mediterraneo potrebbe reputare interessante l’introduzione dell’ascidia rossa Halocynthia papillosa.

Questa ascidia è molto appariscente. In molti siti o forum leggerete che si tratta dell’ascidia più facile da mantenere in acquario… in realtà questo è inesatto, è più corretto dire che si tratta della specie più adattabile all’acquario marino di casa!

In natura, le ascidie rosse vivono a diverse profondità: tra i 2 e gli 80 metri di profondità. La colorazione dell’Halocynthia papillosa può variare in base alla profondità di raccolta. Può andare dall’arancio al rosso rubino. L’ascidia rossa non sopporta temperature elevate, superiori ai 18 – 22°. In acquario questa ascidia è molto adattabile anche perché può essere combinata con tutti gli organismi marini.

Un’altra ascidia che può adattarsi nell’acquario è la Microcosums sulcatus, anche questa è un’ascidia del Mediterraneo molto comune anche se talvolta difficile da notare. Il suo corpo, infatti, è spesso ricoperto da altri microrganismi che vanno a generare un “piccolo mondo a sé”, ecco perché questa specie si chiama Microcosmus sulcatus!

Anche se è meno bella della cugina Halocynthia papillosa, questa ascidia è sicuramente più utile per la pulizia dell’acquario: riesce a eliminare qualsiasi particella o residuo alimentare rimasto in sospensione in acqua. Altra specie di ascidia resistente in acquario è la “Phallusia mamillatacomunemente nota come “pigna di mare”.

Tra le specie più difficili da mantenere segnaliamo la Clavelina lapidiformis. In realtà, tutti gli organismi del genere di Claveline non si adattano bene all’ambiente chiuso dell’acquario  ma molto dipende anche dall’ambiente di provenienza.

E’ possibile prendere delle ascidie dai fondali e introdurle nell’acquario marino?

In linea di massima, è sempre sconsigliato introdurre, nell’acquario, organismi (ma anche rocce) raccolti in natura. Non si ha mai la certezza di ciò che si sta introducendo! In natura si instaurano equilibri formidabili che pochi litri d’acqua non possono garantire. Inoltre rischiamo di introdurre microrganismi patogeni che possono danneggiare la vita già presente nell’acquario.

Chi vuole rischiare, può prelevare delle ascidie dal fondale e introdurle nell’acquario. Come? Dovrà staccare l’ascidia con l’intero substrato così da facilitare l’inserimento in acquario.

Se per le specie di ascidie indicate in precedenza è possibile prelevarle dal fondale marino e introdurle nella vasca del proprio acquario, per il genere Claveline non è altrettanto facile. Le ascidie Claveline prese in natura, difficilmente sopravvivono in acquario.

Nel prelevare l’ascidia, agite con cautela. Cercate di raccoglierla con un pezzo di substrato senza danneggiare nulla e soprattutto, nel trasporto, mantenete costante la temperatura.

Come mantenere le ascidie in acquario?

E’ da chiarire che non si tratta di organismi autonomi. In mare lo sarebbero ma nell’acquario, avendo solo pochi litri d’acqua da filtrare, sarà necessario garantire un buon sostentamento. Nell’acquario dovrete introdurre organismi monocellulari o del mangime secco finemente tritato.

Pubblicato da Anna De Simone il 25 settembre 2017