Dieci Azioni per Zero Rifiuti

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Con i rifiuti abbiamo peggiorato il mondo, ora facciamo marcia indietro ed evitiamo di distruggerlo. Cominciamo allora a gestire meglio gli scarti ma anche la produzione degli oggetti che diventano rifiuti. Consapevoli che un impegno di questo tipo chiama in causa cittadini, aziende e istituzioni.

Il libro Dieci Azioni per Zero Rifiuti curato da Roberto Cavallo e pubblicato a novembre 2013 racconta di esperienze italiane virtuose improntate a quella strategia del ‘Rifiuti Zero’ in cui – lo apprendiamo dal libro –  l’Italia vanta il maggior numero al mondo di amministrazioni, realtà territoriali e associazioni impegnate.

I rifiuti sono un problema moderno, vecchio solo di un paio di generazioni. Un secolo fa tutto o quasi era biodegradabile in un tempo limitato e prodotto per durare a lungo. Poi sono arrivati l’età della plastica, la chimica di sintesi, il consumismo, il benessere effimero e ci siamo ubriacati di prodotti non biodegradabili, a volte anche tossici, che possono accumularsi per migliaia di anni. Per la prima volta nella storia dell’umanità, i nostri rifiuti hanno cambiato l’aspetto del mondo.

Quello che forse non è ancora chiaro è che, come scrive Luca Mercalli nella sua prefazione: “di rifiuti si muore!”. Oggi però l’industria e la chimica, che non sono un problema ma un’opportunità (dipende dall’uso) possono aiutarci a raddrizzare la situazione se sapremo assegnare loro l’obiettivo (un passo dopo l’altro) di Zero Rifiuti.

Dieci azioni per zero rifiuti. Una strategia operativa per comuni, aziende e cittadini

Pubblicato da Michele Ciceri il 27 dicembre 2013