
Il turismo sostenibile si è staccato da quell’immagine stantia da brochure patinata con foglie verdi in copertina. La concretezza ha preso le redini per milioni di viaggiatori: consumare meno, scegliere meglio, evitando mete già esauste e prenotando con più attenzione. Il punto non è essere “puri” a tutti i costi ma cercare di viaggiare con meno sprechi, staccandosi da quella dannosa bulimia da weekend mordi-e-fuggi.
Il dato interessante è che la sensibilità ambientale resta forte, ma meno influenzata da un’impronta ideologica. L’Osservatorio EY Future Travel Behaviours 2026 indica che l’impatto ambientale pesa nelle scelte del 41% dei viaggiatori italiani; allo stesso tempo, il 47% segnala che l’overtourism ha avuto un impatto abbastanza o molto negativo sui viaggi recenti. Così, sostenibilità non significa solo CO₂ ma anche qualità dell’esperienza di viaggio.
Volare con intelligenza: il turismo carbon-conscious
Il volo resta il nodo più delicato. Nessuno può raccontare, con onestà, che basti scegliere una compagnia aerea “green” per azzerare il problema. Però qualcosa si muove. Il carburante sostenibile per l’aviazione, il cosiddetto SAF, sta entrando nell’impianto normativo europeo: le norme UE prevedono una quota minima del 2%, destinata a salire al 6% nel 2030 e al 70% entro il 2050.
Nel frattempo, il viaggiatore più consapevole lavora sulle scelte possibili. Preferisce voli diretti quando disponibili, evita gli scali inutili, resta per più giorni nella stessa destinazione invece di moltiplicare le micro-partenze, confronta i voli proposti dalle varie compagnie, non solo sul prezzo ma anche sulla logica del viaggio.
Hotel non solo “eco” a parole
La seconda grande tendenza riguarda l’ospitalità. Gli hotel non possono più limitarsi al cartellino “riusa l’asciugamano”. La sostenibilità passa da isolamento, consumi, energia, digitalizzazione, gestione dell’acqua, rifiuti, automazione intelligente.
Il Ministero del Turismo ha annunciato un decreto da 109 milioni di euro per favorire il turismo tutto l’anno e innovare il settore: 59 milioni a fondo perduto e 50 milioni in finanziamenti agevolati, con interventi su riqualificazione energetica, digitalizzazione, automazione e misurazione intelligente. È un segnale preciso: la sostenibilità turistica diventa parte integrante della politica industriale.
Qui entra in gioco anche l’ospitalità diffusa. L’albergo diffuso, modello italianissimo e spesso sottovalutato, intercetta bene il nuovo immaginario: recuperare il patrimonio esistente, valorizzare i borghi antichi, per generare valore senza costruire l’ennesima scatola ricettiva, cementificata e fuori scala.
Destinazioni più verdi
Anche le destinazioni stanno diventando più green in modo misurabile. Nel turismo balneare, per esempio, non basta più dire “mare bello”. Nel 2026 le Bandiere Blu italiane sono arrivate a 257 località rivierasche, con 14 nuovi ingressi.
Questo è un passaggio importante. Le certificazioni non sono perfette, certo. Possono diventare cosmetiche. Però obbligano le località a rendere visibile ciò che prima restava vago: qualità delle acque, servizi, gestione dei rifiuti, piani ambientali. La sostenibilità, quando è seria, deve poter essere controllata.
Slow travel: la lentezza come lusso contemporaneo
Treni, cammini, cicloturismo, agricampeggi, van life, e-bike. Non sempre sono scelte francescane: spesso nascono da costi più alti, stanchezza da aeroporti, desiderio di riabbracciare la natura, rifiuto delle mete viste mille volte su Instagram. Ma il risultato è interessante. Si viaggia più vicino, più lentamente, con più attenzione.
Prenotare meglio: perché conta anche la connessione
C’è poi una sostenibilità fatta di pragmatismo che dovrebbe portare sempre più viaggiatori a prenotare con intelligenza. Chi organizza un viaggio nel 2026 confronta tariffe, condizioni e mercati locali. In questo contesto, una connessione VPN può essere utile sia per proteggere i dati quando si naviga da reti pubbliche, sia per confrontare prezzi e offerte da Paesi diversi.
Con una rete privata virtuale di qualità è possibile nascondere l’indirizzo IP e instradare la connessione attraverso server situati in altri Paesi. In questo modo, l’utente può risultare connesso da un’area geografica diversa. La pratica della discriminazione dei prezzi è sempre più diffusa, ma, con questo strumento, è più semplice risparmiare, confrontando le tariffe applicate al di fuori dell’Italia per gli stessi hotel o voli aerei.
Il turismo sostenibile del 2026, alla fine, è questo: non una rinuncia triste, ma una forma di evoluzione. Volare quando serve. Scegliere strutture efficienti. Premiare destinazioni meno sature. Prenotare in modo più moderno. Per un consumo più consapevole e intenzionale, così che questi ingredienti portino a viaggi più arricchenti e piacevoli.
