E-CO: lo spin-off per trasformazioni ibride ad hoc

Paolo Bernardini Presidente E-Co

“Progettazione, sviluppo, commercializzazione integrazione di sistemi di motopropulsione ibridi ed elettrici per veicoli a trazione terrestre di qualsiasi natura, addirittura scooter, per diffondere la mobilità sostenibile a basso o nullo impatto ambientale”: è questo che fa E-CO (Electric&Hybrid-Drive Company), nuova spin off del Politecnico di Milano. E i risultati sono prototipi perfettamente funzionanti realizzatati con scrupolo, caparbietà e alta dose di ingegno. Parola del presidente, Paolo Bernardini. Con lui ci stanno credendo Ferruccio Resta, direttore R&D, e Fabrizio Regis, direttore di produzione.

1) Come e quando è nata E-co e con quale obiettivo?

La situazione socio economica che stiamo vivendo diventa l’occasione per puntare su soluzioni tecnologiche innovative per il sistema “automotive”, maggior efficienza energetica e basse emissioni inquinanti. Il mercato dell’elettrico, inoltre, non è ancora pronto, mancano infrastrutture di ricarica, era quindi necessario dare una risposta immediata per colmare questo gap. E-CO è nata proprio per rispondere a questa esigenza, ma secondo un’ottica di sostenibilità economica e attenzione all’ambiente. Come? Attraverso le “trasformazioni ibride ad hoc” di veicoli  tradizionali (endotermici) secondo alcune tipologie di kit di motopropulsione. E-CO è la sintesi industriale delle varie competenze della trasformazione. 

2) Chi vi opera? Chi finanzia? 

Nella società confluiscono le esperienze pluriennali e il consolidato know-how di attori di primo piano quali Ireth, Mecaprom Technologies Corporation Italia e il Politecnico di Milano. Nello specifico, quest’ultimo apporterà il proprio know-how verticale in ambito meccatronico in fase di ricerca e sviluppo, Mecaprom Technologies gestirà la parte di industrializzazione e produzione, Ireth curerà gli aspetti di International Business Development. Mecaprom e Ireth sono i finanziatori di riferimento, ma una volta messo a punto il piano industriale, ricorreremo anche a finanziamenti pubblici e privati.



3) A quali risultati puntate? Quali difficoltà dovrete affrontare?

Con E-CO si lavorerà da subito ad una introduzione progressiva della tecnologia ibrida destinata al mercato delle aziende e degli enti pubblici, per giungere successivamente a produzioni di serie su alcuni modelli. Opereremo sia alla produzione di kit bimodali e sistemi REV che alla loro integrazione, avvalendoci anche di reti di vendita e assistenza convenzionate.

Non sarà affatto una passeggiata: dovremo superare alcuni scogli non solo tecnologico-industriali-logistici, ma finanziari. E’ necessario attuare un piano finanziario oculato e sostenibile, specialmente oggi, in un momento di forte crisi di liquidità.

4) In cosa consiste il kit per la trasformazione ibrida di veicoli? A chi li distribuirete?

E-CO ne sviluppa due tipologie: una consente la trasformazione bimodale, l’altra implementa un sistema REV. Il kit bimodale consente di accoppiare al convenzionale motore endotermico un motore elettrico alimentato da batterie al litio che provvede alla trazione in tre differenti modalità: solo col motore endotermico, solo con quello elettrico oppure con entrambi in contemporanea. In modalità puramente elettrica il sistema consente di percorrere fino a 40 km con velocità massime pari a 80km/h; una volta terminate l’energia elettrica accumulata in batteria è possibile ricaricare il mezzo utilizzando il motore endotermico oppure utilizzando una qualsiasi presa di corrente attraverso il caricabatterie posto a bordo.
Il kit è composto da un motore elettrico, da un inverter, da una batteria agli ioni di litio, da un carica batterie e da una scheda elettronica che controlla e coordina il motore elettrico con quello endotermico. Sono poi presenti altri elementi accessori come un DCDC converter, sistema di raffreddamento inverter, ecc.

Il kit REV è nato per consentire l’integrazione ibrida su alcuni veicoli, specialmente in primo impianto: dai quadricicli leggeri/pesanti e ad uso promiscuo sino alle vetture City Car, i cui requisiti primari sono dettati dal costo contenuto sia del powertrain che da quelli del veicolo stesso oltreché dal basso costo di esercizio sia in termini di consumi specifici che di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il nostro REV nasce dunque con l’obbiettivo di offrire una propulsione ibrida ad elevate performance che racchiuda queste caratteristiche, senza inficiare le prestazioni del veicolo anche attraverso una netta limitazione degli incrementi di peso, aspetto che ad oggi rimane lo scoglio più grande da affrontare sulle propulsioni innovative.

I prodotti saranno rivolti sia a case automobilistiche sia ai principali OEM – Original Equipment Manufacturer – di primo impianto, nonché, come retrofit, direttamente a tutti coloro che ne manifestassero interesse sia a livello pubblico che privato.

5) Perchè molti costruttori non hanno investito adeguatamente in ambito HEV? Come li supporterete?

Molti costruttori non hanno avuto né le risorse economiche, né il tempo per affrontare seriamente la strategia di mercato che necessariamente passa dall’ibrido. E’ da parecchio tempo che i partner di E-CO si dedicano alla ricerca e allo sviluppo di questa tecnologia ed ora sono pronti a trasferire il proprio know-how in una forma organizzata ed industriale. La nostra divisione di Engineering coopererà strettamente con le case automobilistiche o gli OEM per rilasciare i kit bimodali o i REV. I nostri prodotti, essendo modulari, non richiederanno ripetuti R&D per ciascun modello, ma semplicemente “aggiustamenti”.

6) Come mai proprio in Val d’Aosta? Avete avuto incentivi o condizioni favorevoli? Quali altre Regioni italiane hanno condizioni simili nell’ambito in cui avete intrapreso l’iniziativa? 

Per poter procedere ad una rapidamente, abbiamo scelto di operare in un contesto favorevole allo sviluppo di iniziative hi-tech per la mobilità sostenibile, meno “assordante” e inquinato dai tempi delle burocrazie, più vicino all’impresa, che ci consentisse cioè di lavorare più focalizzati e spediti all’implementazione delle nostre attività. Intravediamo nella Valle d’Aosta questo terreno fertile.

Accade anche in altre regioni, dove ci sono leggi di settore che agevolano l’avviamento d’impresa. Certamente Regioni a statuto speciale efficienti, come ad esempio il Trentino, facilitano insediamenti hi-tech come il nostro.

7) Si parla di tre nuovi insediamenti produttivi: dove? Che caratteristiche “sostenibili” avranno?

Il sito in Valle d’Aosta, che sarà il nostro punto di riferimento, privilegerà l’R&D, anche se disporrà di un polmone produttivo capace di rispondere ad esigenze di trasformazioni per clienti “corporate” aziendali sia pubbliche che private. Dobbiamo necessariamente prevederne altri due, localizzati in Far East specializzati nelle produzioni massive (privati) di sistemi ibridi (e non solo) in Joint-Venture con OEM: questo per le ovvie ragioni di ampliamento delle capacità produttive e di razionalizzazione dei costi.

Il nostro piano è ambizioso. Siamo perfettamente consci che occorre implementarlo con scrupolo e professionalità, procedendo gradualmente.

Intervista a cura di Marta Abbà

Pubblicato da Marta Abbà il 10 settembre 2012