Traffico di rifiuti elettronici: emergenza Africa

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Le proporzioni del traffico di rifiuti elettronici RAEE vanno ben oltre i confini nazionali. È anzi con il traffico internazionale che le organizzazioni criminali, perché di questo si tratta, ottengono i maggiori profitti. Secondo il dossier 2014 curato dal Centro di Coordinamento RAEE in collaborazione con Legambiente, l’area geografica più interessata dal traffico di rifiuti illegale è l’Africa. Nigeria e soprattutto Ghana sono i due maggiori ‘Paesi discarica’ utilizzati dai trafficanti dei Paesi europei, italiani compresi. In Asia finiscono invece soprattutto i rifiuti elettronici provenienti dagli Stati Uniti.

Cosa dicono le norme internazionali? Secondo la convenzione di Basilea del 1992, i rifiuti elettronici RAEE non possono uscire dai paesi Ocse. Questo significa che in Africa e in Asia possono essere spediti soltanto apparecchi usati, ma ancora funzionanti. Le direttive delle Nazioni Unite incoraggiano l’importazione e il commercio di elettronica di seconda mano nei Paesi in via di sviluppo, a patto che appunto si tratti di dispositivi funzionanti. Questo dovrebbe bastare per mettere fuori gioco il traffico di rifiuti RAEE, ma non è così.

Legambiente ha documentato che nei porti delle città dell’Africa occidentale si ammassano ogni giorni container pieni di apparecchi ormai fuori e uso destinati non certo al commercio, ma ad essere ammassati come rifiuti in discariche a cielo aperto. Questi container, veicolo del traffico di rifiuti RAEE, arrivano soprattutto da UK, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Spagna e Italia. Per quanto riguarda i punti di partenza italiani, Legambiente ha ricostruito in una mappa delle inchieste sul traffico illecito di rifiuti RAEE che il porto marittimo con il maggior numero di inchieste in corso è quello di Ancona, seguito da Bari, Civitavecchia e Venezia.

Il traffico di rifiuti RAEE verso l’Africa dribbla le norme internazionali mescolando i rifiuti ai dispositivi destinati al riuso. In base ai dati del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente UNEP, nel 2009 dai Paesi europei sono partite verso l’Africa 220mila tonnellate di dispositivi elettrici ed elettronici, di cui un terzo per essere avviato al riuso e la restante parte destinata a discariche incontrollate ricavate spesso in miniere abbandonate e cave di ghiaia.

Quanto rende il traffico di rifiuti internazionale di RAEE? Un container che contenere fino a 300 computer sul mercato del Ghana può costare fino a 5mila dollari. È sufficiente che 25 dispositivi risultino funzionanti per poter essere venduti a circa 200 dollari l’uno sul mercato dell’usato e pareggiare i conti della spedizione Il resto può essere cannibalizzato nelle discariche abusive, per esempio quella di Agbogbloshie in Ghana, dove migliaia di persone sono impiegate senza alcuna protezione nello smantellamento delle apparecchiature per estrarne i metalli preziosi e le terre rare.

Pubblicato da Michele Ciceri il 14 aprile 2014