Torba o terriccio, differenze e usi

torba o terriccio

Torba o terriccio: differenze e usi. Confronto con compost, letame e altri concimi naturali per rendere il terreno più fertile e la vegetazione più rigogliosa.

Torba

La torba e la leonardite sono materiali affini che si sono molto diffusi negli ultimi tempi. In particolare, la torba è un materiale estratto da giacimenti, si è accumulata negli anni in suoli saturi d’acqua e in assenza di ossigeno, rappresenta lo stato iniziale dalla formazione del carbone ed è caratterizzata da un pH basso: la torba è acida.

La torba è a basso contenuto di azoto e elevato contenuto di sostanza organica dovuta dalla sua fermentazione in assenza di ossigeno e in presenza di acqua. Si usa per abbassare il pH del terreno rendendolo adatto alla coltivazione di piante acidofile.

E’ molto usata per la coltivazione di giovani piante perché ne favorisce la germinazione e un rapido sviluppo.

Piuttosto che chiedersi se usare torba o terriccio universale, queste due sostanze vanno a braccetto: la torba, mescolata a terriccio di scavo o terriccio universale si usa per mettere a dimora piante acidofile come rododendri, ortensie, azalee e kalmie.

Terriccio

Sono molti i tipi di terriccio per piante. Dal comune terriccio di scavo che riusciamo a ricavare in giardino, al terriccio soffice per la germinazione dei semi…. quando però si parla di terriccio come concime, si fa riferimento al terriccio fertile ricavato dal processo di decomposizione della materia organica. Il terriccio fertile è anche detto compost.

Il compost è ricco di materia organica ma, al contrario della torba che ne è sfornito, il terriccio fertile è ricco di azoto. Il terriccio fertile può essere considerato un concime a lenta cessione perché rilascia i principi nutritivi molto lentamente (più lento del letame) e incorporandoli nel terreno ne migliora anche la struttura.

Il terriccio da usare per le piante dell’orto (meglio anche per quelle ornamentali) deve essere di origine vegetale. In commercio vi sono dei terricci ottenuti dai processi di degradazione dei rifiuti urbani, questi terricci possono contenere sostanze danno per la salute dell’uomo e dell’ambiente (piante comprese). Per tutte le caratteristiche del terriccio fertile, vi invitiamo a visitare la pagina intitolata: “compost o letame“.

E’ chiaro che non ha senso chiedersi se usare il terriccio o torba perché si tratta di due substrati dalle caratteristiche molto diverse.

Il terriccio fertile non è adatto alla coltivazione delle piante acidofile se non opportunamente corretto con la torba o altri substrati acidi.

Leonardite

La leonardite è un materiale molto nuovo in ambito della coltivazione delle piante. Si è diffuso principalmente negli ultimi due anni ma ne sentiremo sempre più parlare. La leonardite ha il potere di migliorare l’effetto dei fertilizzanti distribuiti.

La leonardite, così come la torba, si estrae da giacimenti: la leonardite costituisce lo strato superficiale dei giacimenti di lignite. Ha un alto contenuto di sostanza organica che ne rappresenta circa il 60% in peso e dispone di un elevatissimo grado di sostanza umificata, superiore al 20%.

Cornunghia e sangue di bue

La cornunghia è un concime di origine animale antico come il letame. La cornunghia è ricavata da unghie, corna e zoccoli degli animali tramite la torrefazione (un trattamento termico che aumenta la disponibilità dell’azoto fino al 13%). La cornunghia è impiegata per la concimazione di fondo per l’impianto di alberi e cespugli.

Non solo letame come concime, un’altra fonte di azoto è il sangue di bue: disponibile in forma di polvere da interrare. Si usa in giardino ed è considerato un concime organico a cessione rapida proprio per la buona velocità di cessione dell’azoto. Il sangue di bue è ottenuto dall’essiccazione del sangue quale scarto della macellazione ma attualmente il suo uso è stato quasi completamente soppiantato da quello dei concimi chimici.

 

Pubblicato da Anna De Simone il 16 ottobre 2016