Come prepararsi da soli il terriccio per i vasi

terriccio

Il terriccio per i vasi delle piante sul balcone, sul terrazzo e in casa deve essere un po’ diverso da quello che le stesse piante originarie trovano in natura. Questo semplicemente perché le condizioni climatiche e ambientali degli ambienti confinati sono diverse da quelle del giardino, a cominciare dall’umidità e dalla luminosità.

Questo è il motivo per cui in commercio troviamo molti terricci per vaso già pronti all’uso per la coltivazione in vaso, alcuni di origine naturale e altri derivati da prodotti di sintesi. Ce ne sono di ‘universali’ e di specifici per particolari tipi di piante, per esempio le acidofile, più o meno ricchi di concime. Ma se volessimo fare da soli?

Ebbene sì, un buon terriccio per i vasi però ce lo si può preparare anche da soli, miscelando gli ‘ingredienti base’ in funzione della pianta che dovrà sostenere. Questo è probabilmente il sistema più economico per avere terricci perfettamente adatti alle singole essenze senza dover acquistare cento sacchetti diversi che in buona parte resteranno inutilizzati. Ecco gli ingredienti base che possiamo tenere a disposizione sul balcone.

Terra da giardino. La terra da giardino, facile da procurare, è sicuramente il punto di partenza per la preparazione del terriccio per i vasi e può costituire di per sé il substrato naturale di molte specie. Però va esaminata con cura: una buona terra da giardino da usare nei vasi non deve contenere sassi o pezzi di radici (mondatela prima dell’uso) e dovrebbe essere costituita da: 50% circa di sabbia, 25-30% circa di limo (vedi torba), 15-20% di argilla, 10-15% di sostanza organica decomposta. Se questi elementi non sono bilanciati nella terra che avete a disposizione o se la pianta che andrà nel vaso ha altre preferenze, potete provvedere da soli alle correzioni necessarie.

Torba. Se il terriccio è troppo duro aggiungete torba per renderlo più soffice, in particolare più per la semina e l’impianto delle talee. Tenete presente inoltre che diverse piante richiedono la presenza di torba nel terriccio in quantità maggiore rispetto a quella che si può già trovare nella terra da giardino, quindi potrebbe essere necessario aggiungerla. La torba comprende anche il limo, che di fatto è una torba sedimentaria, e in commercio è classificata in base al colore e al grado di macinatura che ne determina la struttura. Le torbe più adatte per le piante in vaso sono quelle bionde a grana grossa che consentono un buon passaggio dell’aria e una discreta ritenzione dell’acqua. Le torbe scure, meno adatte ai vasi, possono essere miscelate con sabbia e perlite.

Argilla cotta. Al contrario della torba, l’argilla cotta serve per dare consistenza a terricci troppo leggeri. L’argilla cotta va confusa con l’argilla espansa e aumenta la compattezza del terriccio assieme alla capacità di trattenere l’acqua.

Terriccio di foglie. È una composizione che ci si può preparare da soli in una cassetta sul balcone o sul terrazzo mescolando terra e foglie di alcuni alberi, in particolare faggio e pino. Può essere usato da solo o mescolato a torba per le piante che vogliono un terriccio soffice e ricco di sostanze nutritive, oppure per ammendare una terra da giardino troppo magra. Il terriccio di aghi di pino è adatto alle piante acidofile, meglio però evitare gli aghi di Picea e Abies perché contengono troppa resina. Attenzione però: raccogliere foglie nei boschi è vietato dalla legge.

Corteccia. La si trova in commercio (spesso con il nome di bark) ed è bene che sia trattata per eliminare le sostanze resinose. Si usa per migliorare l’assorbimento dell’acqua e il passaggio dell’aria, ha buone capacità di trattenere l’umidità e di solito si usa per correggere la torba.

Sabbia. Si usa per correggere la torba o altri materiali organici in modo da rendere il terriccio più drenante, ma può essere usata anche da sola per la messa a dimora di talee con l’aggiunta di concime. La sabbia più adatta è quella fine di fiume, di colore grigio chiaro senza ghiaia.

Perlite e vermiculite. Sono materiali inorganici che si ottengono da alcune rocce. Servono per dare al terriccio maggior sofficità, permeabilità ed aerazione soprattutto per la semina e la radicazione.

Compost. È il fertilizzante ottenuto dalla decomposizione naturale delle sostanze organiche tramite l’azione combinata di ossigeno e batteri. Si usa per ingrassare il terriccio e mettere subito a disposizione delle piante gli elementi nutrivi di cui hanno bisogno, e che poi potranno essere solo integrati con la concimazione. Il compost può essere acquistato in sacchetti (leggete bene la composizione sull’etichetta) ma ce lo si può anche fare da soli con il compostaggio domestico sul terrazzo.

Una cosa importante da conoscere prima di mettere a dimora le piante è il ph del terriccio che avete preparato, da cui dipende la fertilità chimica del terreno. La maggior parte delle essenze gradisce un ph attorno alla neutralità (che nella scala da 0 a 14 significa attorno al 7), ma ci sono per esempio le acidofile che chiedono un po’ di acidità (erica, rododendro, azalee…).

Anche per la misurazione del ph del terriccio si può fare da soli procurandosi cartine tornasole, acqua distillata e piccoli contenitori disponibili in farmacia o nei negozi specializzati. Oppure, più semplice, procuratevi un misuratore analogico di Ph del terreno

Pubblicato da Michele Ciceri il 8 marzo 2014