La tecnologia fotovoltaica vuole fare lobby

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Verso una economia solare con la tecnologia fotovoltaica e chi ne fa bandiera con GIFI, il gruppo nato nel 1999 e che oggi riunisce oltre 130 imprese, tutte che in qualche modo vogliono sempre più avere a che fare con il fotovoltaico, ci hanno scommesso e ci credono.

1) Quando siete nati? Quanti eravate allora?
Il GIFI, Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane, nasce nel 1999 all’interno dell’associazione Energia della Federazione ANIE. I membri fondatori sono un gruppo di 10 aziende che, alla luce della prima esperienza del Conto Energia, in Germania, hanno scommesso sul successo della tecnologia fotovoltaica anche in Italia. La crescita è stata lenta ma costante fino al 2005 (circa 40 aziende); con il susseguirsi dei vari Conto Energia e grazie allo sviluppo del mercato della tecnologia fotovoltaica abbiamo raggiunto un picco di 200 aziende associate nel 2012. Ad oggi, a causa della contrazione del mercato, le aziende associate sono circa 130.

2) Quali sono, schematicamente, i vostri principali obiettivi?
I principali obiettivi sono quelli di rappresentare gli associati nei rapporti con le autorità di Governo, enti e organismi rilevanti per il settore, collaborare con gli enti certificatori per lo sviluppo di attività di standardizzazione, promuovere lo sviluppo della tecnologia fotovoltaica e la crescita del mercato fotovoltaico in Italia, fornire una garanzia di qualità al cliente italiano e coordinare le azioni comuni in ambito europeo.



3) Quali sono concretamente le vostre attività finalizzate alla promozione del mercato e delle tecnologie fotovoltaiche in Italia?
Le attività finalizzate alla promozione del mercato e della tecnologia fotovoltaica possono essere riassunte in due filoni: attività puramente istituzionali e attività di comunicazione. Nelle prime rientrano tutte quelle azioni di lobby tipiche di una associazione di settore, quindi rapporti con le istituzioni e partecipazione alla vita politica (non partitica) ed economica del Sistema Paese. La comunicazione invece ci serve a divulgare attraverso i media, on e off line, i nostri messaggi e le nostre posizioni sulle tematiche specifiche.

4) Riuscite anche a certificare la qualità del fotovoltaico presente? Come?
No, non rientra nelle nostre attività statutarie

5) Quali servizi fornite alle imprese associate?
Mettiamo in atto una serie articolata di servizi, strutture e mezzi idonei ad affiancare ed appoggiare le Imprese Associate per aumentarne la visibilità e sottolineare il loro impiego di tecnologia fotovoltaica. Questi servizi, forniti in sinergia con la struttura di Federazione ANIE, sono di supporto e consulenza (consulenza legale e tecnico/normativo, studi economici e per l’internazionalizzazione e monitoraggio dei mercati emergenti, servizi integrati) e di comunicazione e marketing (convegni , articoli e comunicati stampa, brochure istituzionali e newsletter, sito web, circolari informative, rassegna stampa di settore).

6) Che tipo di imprese sono quelle a voi associate?
Le sedi legali e operative delle aziende associate sono principalmente il Centro e il Nord Italia. Sono aziende attive in tutta la filiera dell’industria fotovoltaica: produzione, distribuzione, integrazione, progettazione e installazione di componenti e sistemi fotovoltaici. Per quanto riguarda le dimensioni il 18% sono micro imprese, il 42% piccole imprese, il 29% medie imprese e l’11% grandi imprese.

7) Che tipo di rapporto avete con istituzioni pubbliche e associazioni di categoria?
Con le istituzioni pubbliche manteniamo rapporti di collaborazione costanti e proattivi così come con le altre associazioni di categoria. L’efficacia della collaborazione con le istituzioni è molto dipendente dalla vocazione “green” dei personaggi che governano l’Italia, di quanto puntano sulla tecnologia fotovoltaica, e quindi è soggetta a cambiamenti indipendenti dalla nostra volontà. Con le altre associazioni di categoria stiamo invece portando a compimento un percorso di unificazione allo scopo di rendere ancora più forte l’impatto delle nostre azioni di lobby.

Pubblicato da Marta Abbà il 13 gennaio 2014