Stati Generali della Green Economy: dalle parole ai fatti

Dalle parole ai fatti. Una delle 70 proposte nate dagli Stati Generali della Green Economy che si sono chiusi l’8 novembre a Rimini, per la precisione la tesi 46 che prevede di “promuovere un’azione specifica per il sostegno allo sviluppo delle rinnovabili termiche”, è diventata operativa proprio in data 8 novembre 2012 con il nuovo decreto sugli incentivi alle rinnovabili termiche destinati alle famiglie e alla pubblica amministrazione, come annunciato nel corso della sessione finale dell’assemblea dal Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera.

Secondo il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, i 70 punti indicati dal Programma di sviluppo di una green economy “possono costituire una road map verso lo sviluppo sostenibile e la green economy in Italia può essere una chiave per uscire dalla crisi”.

L’economia verde in Italia sta mostrando già segnali positivi, nonostante permangano alcune debolezze. Secondo il Rapporto Green Economy per uscire dalle due crisi, tra i risultati più green figurano i 193 corsi universitari in economia verde, i lavoratori nelle eco-industrie in crescita, il settore delle rinnovabili che impiega già oltre 108mila lavoratori, le più di 4.500 le aziende di agricoltura biologica (il più alto numero in Europa), i costi di smaltimento dei rifiuti molto bassi nelle Regioni che hanno scelto la raccolta differenziata spinta.

Gli 8 i settori individuati come strategici per lo sviluppo di un’economia verde, corrispondenti agli 8 gruppi di lavoro degli Stati Generali, sono: strumenti economici; ecoinnovazione, ecoefficienza, riciclo e rinnovabilità dei materiali, efficienza e risparmio energetico; fonti energetiche rinnovabili; tutela e valorizzazione dei servizi degli ecosistemi; filiere agricole di qualità ecologica; mobilità sostenibile.

Agli Stati Generali hanno preso parte più di 1.500 partecipanti, circa 40 relatori, due ministri. “Il successo di questa due giorni dedicata alla Green Economy − ha detto Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile − per l’ampio coinvolgimento di diversi settori, organizzazioni e imprese, per l’efficacia della piattaforma unitaria di 70 proposte, per il consenso ampio raccolto negli interventi di esponenti oolitici, sindacali, imprenditoriali, apre in Italia una nuova fase. Mille rivoli si sono incontrati e hanno dato vita ad un fiume, il fiume della green economy che comincia a scorrere anche in Italia. Questo fiume non scomparirà, ma si farà vedere e sentire come forza reale per affrontare la crisi italiana e aprire nuove possibilità di sviluppo”.

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Pubblicato da Michele Ciceri il 9 novembre 2012