Spreco alimentare in Italia: ecco il libro nero

 

Spreco alimentare Italia

Spreco alimentare. Solo la parola dal suono sprezzante fa indignare, ma non basta. Non basta indignarsi per combatterlo,bisogna capirlo, studiarlo, analizzarlo. Non da soli, non è necessario, perché c’è un libro intero dedicato proprio allo spreco alimentare. A pubblicarlo sono le attente Edizioni Ambiente che affidano ad Andrea Segré e Luca Falasconi il tema dello spreco alimentare sviscerato in 128 pagine accessibili anche a chi non è del mestiere. Definizione errata, poi , “del mestiere”, perché lo spreco alimentare riguarda tutti noi, riguarda chiunque perché chiunque è produttore della famosa goccia nell’oceano, che cambia la conformazione dei continenti.



Il titolo è esplicativo: “Il libro nero dello spreco in Italia: il cibo”. Due dati per comprendere le dimensioni e l’importanza del fenomeno: dal 1974 ai giorni nostri lo spreco alimentare nel mondo è aumentato del 50%. II 40% del cibo prodotto negli Stati Uniti viene gettato. In Svezia in media ogni famiglia butta via il 25% del cibo acquistato. Ma torniamo in Italia dove gli esempi di spreco alimentare “si sprecano”, tanto che, ogni anno, prima che il cibo giunga nei nostri piatti, se ne perde una quantità che potrebbe soddisfare i fabbisogni alimentari per l’intero anno di tre quarti della popolazione. Si parla di oltre 44 milioni di persone.

Eppure se ne parla, un poco di più degli scorsi decenni, ma non ancora abbastanza. Si affacciano buone pratiche ma i numeri ancora non cambiano con decisione, non c’è una inversione di tendenza. Ecco perché “Il libro nero sullo spreco in Italia: il cibo” è una lettura necessaria e utile. Prima di tutto per analizzare la filiera agroalimentare ma soprattutto per passare all’azione, in modo mirato, consapevoli delle conseguenze dello spreco alimentare. Dopo questo centinaio di pagine si può avere un’ idea degli sprechi e delle conseguenze economiche, ambientali, nutrizionali e sociali generate dalla gestione delle eccedenze. Quindi, poi non resta che poi fare, perché “Consumare meno, ma soprattutto meglio, è possibile, basta volerlo”.

Non sono inguaribili ottimisti e inseguitori di utopie, a dirlo, ma i due curatori che entrambi quotidianamente lavorano sullo spreco alimentare presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna. Andrea Segrè è professore ordinario di Politica agraria internazionale e comparata, Luca Falasconi è ricercatore e docente di Politica agraria e sviluppo rurale nella stessa Facoltà, assieme hanno fondato Last Minute Market.

Nel loro libro scandagliano il problema dello spreco alimentare partendo da ciò che avviene nel contesto europeo, per poi andare a vedere le logiche di mercato, l’impatto ambientale. Per poter cambiare i numeri dello spreco alimentare nel nostro Paese è poi necessario studiarne le cause e seguire la catena alimentare passo dopo passo per vedere dove e come agire. Poi, finito il libro, tenerlo sulla mensola, nel caso ci fosse sfuggito qualcosa, e fare, nel quotidiano, e far leggere il volume a più amici possibili. Perché lo spreco alimentare è questione di briciole, non si vive di sole briciole, ma sono le briciole, non sprecate, che possono fare la felicità di molti, oggi.

“Il Libro Nero dello Spreco in Italia: il cibo” è acquistabile su Amazon a 10,20 Euro in versione cartacea.

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Pubblicato da Marta Abbà il 1 dicembre 2014