Spazzatura, da problema a risorsa. Scoperto il batterio mangiarifiuti

Napoli fino a oggi è stata famosa per i problemi legati alla spazzatura, da questo momento in poi sarà famosa per la scoperta del Cnr locale, un batterio capace di mangiare rifiuti e produrre energia. Il batterio si chiama “thermotoga neapolitana” e trasformerà i rifiuti da problema a risorsa. La scoperta è stata effettuata dal team della dottoressa Agata Gambacorta che conduce ricerche sul campo dal 2008.

Il Cnr di Pozzuoli, Napoli, ha in serbo una sorpresa, infatti pare che stia depositando un brevetto per la progettazione di un dispositivo capace di sfruttare il batterio per estrarre il glucosio dai rifiuti e trasformarlo in idrogeno che, attraverso un impianto a biomassa, riuscirà a essere convertito in energia; per il momento il Cnr di Pozzuoli ha un impianto dalla capacità di un litro che è capace di alimentare dispositivi elettrici da pochi volt, come la batteria di un cellulare o una lampada. Per ora il Cnr detiene i primi prototipi di alimentatori per telefoni cellulari costituiti da celle a combustibile a idrogeno o alcol. Il batterio mangiarifiuti è stato isolato da una pozza calda di natura vulcanica, sita nel cuore dei Campi Flegrei.

Il batterio thermotoga neapolitana cresce tra Lucrino e Punta Epitaffio, zone di Pozzuoli e della Città di Bacoli. La Campania potrebbe andare molto fiera di tale scoperta se fosse utilizzata in modo concreto per il benessere della Regione e dell’intero Paese. Pochi anni fa i Campi Flegrei finirono su tutti i giornali con la scoperta di una sostanza naturale capace di sostituirsi al viagra. La sostanza poteva essere isolata nella zona della Solfatara, poco distante dalle fumarole in cui cresce il batterio mangiarifiuti. Ancora prima per i Campi Flegrei si parlava di una centrale geotermica, la più importante d’Europa. Senza dubbio questa zona della Campania è ricca di risorse: energetiche, mediche, paesaggistiche, architettoniche… ma non è abbastanza valorizzata.

Thermotoga neapolitana fa sognare a occhi aperti, il quotidiano “il Mattino” lo descrive come il batterio che potrebbe risolvere l’emergenza energetica e quella ambientale. C’è da dire che il finanziamento della Comunità europea, destinata allo sviluppo della zona flegrea, è fermo nelle casse. Inoltre per i Campi Flegrei era previsto l’allestimento di una centrale geotermica, sempre sfruttando le potenzialità naturali del territorio. E’ inutile dire che anche il progetto della centrale geotermica è finito presto nel dimenticatoio. L’Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia avevano riposto molte speranze nel piano battezzato “Campi Flegrei Deep Drilling“, chiamato “deep drilling” proprio per la profondità con la quale bisognava perforare il suolo. Tutta la comunità flegre spera vivamente che le sorti del batterio mangiarifiuti siano ben diverse.

Come funziona Thermotoga neapolitana? Le facolta del microrganismo sono combinate con un particolare impianto. Il batterio fermenta nel cilindro di un dispositivo sviluppato dal Cnr di Pozzuoli. Con la fermentazione del glucosio si produce idrogeno, nel cilindro è situata una cella con una ventola che trasforma l’idrogeno in energia. Con tale processo è possibile produrre combustibili per auto ed elettricità. Con il batterio flegreo non si getta via niente: la biomassa di scarto trova ampie applicazioni nel campo medico, il settore farmaceutico ha già avviato sperimentazioni.

Photo Credit | Anna De Simone, panorama della Città di Bacoli

Pubblicato da Anna De Simone il 31 gennaio 2012