Social housing fotovoltaico e pompe di calore

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Il social housing è un modo di abitare ma anche di costruire le case che ha molto a che spartire con le fonti energetiche rinnovabili e le nuove tecnologie che permettono di fare efficienza nella climatizzazione invernale ed estiva degli edifici.

A parte una certa vicinanza chiamiamola ‘filosofica’ legata a un certo modo di guardare alla natura e al rapporto con gli altri, il social housing è un tipo di edilizia dove trovano collocazione e danno il meglio tecnologie energetiche come il fotovoltaico e le pompe di calore a compressione alimentate a elettricità. A proposito di pompe di calore, non c’è dubbio che la nuova tariffa D1 il cui varo è previsto nel terzo trimestre 2014 favorirà l’adozione su larga scala di questa tecnologia.

Stesso discorso per il fotovoltaico dell’era post incentivi, una tecnologia particolarmente adatta a soluzioni di social housing perché massimizza i vantaggi esattamente dove si registrano i maggiori livelli di auto-consumo di energia rinnovabile auto-prodotta. Fotovoltaico e delle pompe di calore avranno un posto di rilievo a SOLAREXPO, la mostra-convegno internazionale in programma dal 7 al 9 maggio a Milano dove i comparti impiantistici potranno incontrare il mondo dell’edilizia.

Social housing e nuove energie condividono il percorso verso una nuova edilizia a energia quasi zero basata sull’autoconsumo condiviso, la produzione sul posto e la ricerca della massima efficienza delle tecnologie che utilizzano le fonti energetiche tradizionali di tipo elettrico e gas naturale. Social housing è anche modo nuovo di costruire e di vivere il costruito.

Cominciano a esistere più varianti più declinazioni del social housing. Dal cohousing, dove la condivisione di spazi e servizi con i vicini di casa è spinta molto in avanti fino a un livello di ‘abitare insieme’ a nuove forme più light come le case di buon vicinato improntate sull’efficienza delle soluzioni, la qualità dell’edificio e una socialità che richiama la cascina di una volta,cioè un luogo dove l’architettura facilita il reciproco aiuto tra le persone ma senza patti anticipati e meno vincoli.

Il social housing è insomma una forma o uno stile, definitelo come preferite, dove le nuove tecnologie per l’energia, a cominciare da fotovoltaico e pompe di calore, potranno contribuire al meglio delle loro potenzialità per uno stile di vita meno energivoro e sicuramente con un minor impatto ambientale rispetto alla climatizzazione di tipo tradizionale.

Sicuramente forme di edilizia come il social housing possono essere agevolate da innovazioni normative come quella recente che dopo tanti anni dalla sua introduzione abolisce la curva progressiva dei consumi elettrici introducendo la tariffa flat dedicata D1 (a cominciare dal terzo trimestre 2014) per gli utenti che utilizzano le pompe di calore come sistema di riscaldamento principale nell’abitazione di residenza. Privilegiando in questo modo l’autoconsumo senza la necessità di ricorrere a espedienti come l’installazione di un secondo contatore (cosa che vi vedevano costretti a fare finora i possessori di pompe di calore per non dover pagare una bolletta elettrica troppo salata).

A proposito di tariffa elettrica dedicata, il prossimo passo pare che sarà l’estensione della D1 anche alla ricarica domestica per l’e-mobility (che significa favorire l’utilizzo delle rete elettrica di casa per la ricarica dei veicoli elettrici). Potrebbe essere uno stimolo al car sharing di buon vicinato, un’altra abitudine che condivide molto con lo stile del social housing.

Pubblicato da Michele Ciceri il 17 gennaio 2014