Siemens dice addio al Fotovoltaico

La green economy è la speranza per uscire dalla crisi economica ma il fotovoltaico inizia a perdere colpi e le prospettive per il futuro sono poco incoraggianti. La concorrenza cinese è spietata e non c’è spazio per aziende europee. Per limitare i danni l’America ha posto un limite alle importazioni per incoraggiare la produzione nazionale ma l’Europa è ferma nell’inchiesta antidumping e i dubbi sono molti.



La crisi del fotovoltaico non ha risparmiato la Siemens. L’azienda tedesca infatti ha annunciato l’uscita entro il 2014 dal business del solare nel settore delle energie rinnovabili, per concentrarsi sull’energia  eolica  e  idroelettrica. Il Settore Energy viene ridimensionato e la divisione Solar & Hydro cessa l’attività.

Siemens comunque garantirà la vendita di alcuni prodotti per gli impianti solari termici e fotovoltaici, quali  turbine vapore, generatori, tecnologie per le reti, e sistemi di controllo, in quanto sono prodotti esterni alla divisione Solar & Hydro. Le motivazioni che hanno modificato le aspettative della società non sono certo un mistero: troppa concorrenza straniera incompatibile con i costi di produzione e gli incentivi statali poco incoraggianti.

Dopo aver assolto a tutti gli obblighi commerciali ancora in vigore, l’intero comparto del solare e parte dei suoi dipendenti sarà ceduto, attualmente sono in corso colloqui con potenziali acquirenti. Alcune fonti scrivono che si tratti di un produttore asiatico. La Siemens continuerà a incrementare la sua fama di leadership nella produzione di energia da fonti rinnovabili focalizzando la produzione nei settori a quanto pare più sicuri, quello dell’eolico con oltre 7.000 dipendenti e quello dell’idroelettrico con i suoi 2.000 dipendenti.

A partire dal 2014, il Settore Energy comprenderà le divisioni Fossil Power Generation per le centrali termoelettriche, Win Power, Oil & Gas che riguarda i servizi per l’industria petrolifera e le piccole e medie centrali termoelettriche e infine  Power Transmission.

Pubblicato da Anna De Simone il 24 ottobre 2012