Riscaldare casa senza sprechi

Riscaldare casa

Puntualmente arriva il momento di riscaldare casa e allora ci si accorge di quanto costa il gas. E se fino a tre quarti di anno è andata tutto sommato bene, con la spesa della famiglia-tipo che è diminuita rispetto all’anno scorso sia per il metano sia per l’elettricità, l’ultimo trimestre 2015 segna un’inversione di tendenza.

Dopo le diminuzioni registrate negli ultimi mesi, le tariffe del mercato tutelato di luce e gas sono tornate ad aumentare e riscaldare casa ora costa di più. La cosa è abbastanza singolare visto che le quotazioni petrolifere sui mercati internazionali segnano un ribasso, ma la situazione italiana è notoriamente particolare.

Le associazioni dei consumatori sottolineano che sull’incremento delle bollette di luce  e gas non pesano solo i prezzi delle materie prime ma anche, in modo eccessivo, la tassazione e gli oneri di sistema. Per capire, l’imposizione fiscale sul gas è pari al 35% dei costi; e l’iva è al 22% perché in Italia il metano è ancora considerato un bene di lusso. Gli oneri di sistema sono il fardello della bolletta elettrica, con un’incidenza pari al 25% del costo.

Ecco perché, nonostante il petrolio basso, riscaldare casa costa di più. E apriti cielo se il mercato petrolifero dovesse puntare al rialzo, cosa peraltro possibile. In una simile evenienza, senza un intervento immediate su tasse e oneri, le tariffe variabili del mercato tutelato per le famiglie volerebbero alle stelle.

Che fare? Se il prezzo di gas e luce non dipende da noi, possiamo provare a consumarne di meno. Senza rinunciare ai comfort ma semplicemente eliminando gli sprechi. Per aiutare i consumatori a riscaldare casa senza sprechi e brutte sorprese in bolletta, gli esperti del Ministero dello Sviluppo Economico (in collaborazione con l’Agenzia Nazionale Efficienza Energetica di ENEA) hanno compilato un vademecum con 10 regole base per riscaldare casa in modo efficiente e più conveniente. Dal MiSE e dal Governo ci aspettiamo anche e soprattutto un intervento su tasse e oneri… ma per intanto ringraziamo e passiamo parola.

10 regole base per riscaldare casa

  • Manutenzione degli impianti. Un impianto di riscaldamento ben regolato e ben tenuto consuma e inquina meno. La manutenzione è anche una questione di sicurezza e anche per questo è obbligatoria: chi non effettua la manutenzione della caldaia rischia una multa non inferiore ai 500 euro (DPR 74/2013).
  • Regolare la temperatura dell’ambiente. Una casa troppo riscaldata fa male alla salute oltre che alle tasche. La legge ammette una temperatura interna di 20-22°C, ma anche 19°C sono sufficienti a garantire il comfort se l’umidità dell’aria è corretta (controllate l’umidità oltre alla temperatura per migliorare l’aria in casa). Attenzione: ogni grado in meno corrisponde al 5-10% di risparmio sul consumo di metano per riscaldare casa.
  • Rispettare le ore di accensione. Il tempo massimo di accensione giornaliero è stabilito per legge in funzione delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia. Per i comuni di fascia E, i più settentrionali e freddi esclusi i comuni alpini, il tempo massimo è di 14 ore giornaliere.
  • Usare i cronotermostati. È tempo di Energy Intelligence: I dispositive elettronici che consentono di regolare temperature e tempo di accensione sono molto utili. Ad esempio per spegnere automaticamente l’impianto quando non si è in casa.
  • Applicare le valvole termostatiche. Con queste valvole è possibile aprire e chiudere la circolazione dell’acqua calda nel termosifone mantenendo costante la temperatura impostata. Inoltre, le valvole rendono possibile riscaldare casa stanza per stanza concentrando il calore negli ambienti più frequentati.
  • Pannelli riflettenti tra muro e termosifone. Facili da installare, sono molto efficaci nel ridurre le dispersioni di calore verso l’esterno. Nei condomini costruiti negli anni Sessanta si vedono ancora termosifoni collocati davanti ai vetri delle pareti finestrate: è assurdo, metà del calore va disperso all’esterno!
  • Schermare le finestre di notte. Nessuno di stare al buio durante il giorno, ma la notte persiane e tapparelle è meglio tenerle chiuse d’inverno. Anche le tende pesanti davanti alle finestre riducono le dispersioni verso l’esterno, purché non coprano i termosifoni.
  • Fare una diagnosi energetica di casa. Se l’edificio è stato costruito prima del 2008, probabilmente non rispetta le attuali normative sul risparmio energetico degli edifici nell’ottica del nuovo APE, e forse non è minimante isolato. Può essere conveniente realizzare un cappotto termico isolante o sostituire le finestre con modelli meno disperdenti. Entrambi questi interventi sono agevolati con l’ecobonus fiscale del 65%.
  • Impianto di riscaldamento efficiente. Se la caldaia ha più di 15 anni, conviene valutarne la sostituzione. Per riscaldare casa oggi è obbligatoria la caldaia a condensazione (salvo che sia materialmente impossibile installarla), ma si possono valutare anche caldaie a biomasse, pompe di calore o impianti in cui la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico o da una pompa di calore alimentata da un impianto fotovoltaico. Anche per questi interventi si può usufruire degli ecobonus del 65% per la riqualificazione energetica degli edifice e del 55% per le ristrutturazioni edilizie.
  • Evitare gli ostacoli davanti e sopra i termosifoni. Mai mettere tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciugabiancheria: si disperde calore e si spreca energia. Evitare anche di tenere le finestre aperte a lungo per il ricambio d’aria: per arieggiare una stanza bastano pochi  minuti a finestre spalancate.

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Pubblicato da Michele Ciceri il 19 ottobre 2015