Rimedi naturali: come si usano le erbe

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Come si preparano le erbe? Nel senso di: come si usano le erbe affinché possano esplicare le loro virtù benefiche? Le preparazioni usate in fitoterapia come rimedi naturali sono davvero numerose e si dividono in primis tra interne ed esterne. Tra le prime ci sono l’infuso, il decotto, il macerato, il succo, la tintura e la polvere.

Le preparazioni di erbe che si assumono per via esterna sono quasi sempre dei modi diversi di assumere infusi, decotti e macerati e sono: cataplasma, lozione, impacco, compressa, collirio, gargarismi e sciacqui, clistere, irrigazione vaginale, bagni alle mani, pediluvi, semicupi e bagni completi. Vediamo in cosa consistono queste preparazioni.

Infuso. Si prepara versando acqua bollente su fiori, foglie, radici o altri parti della pianta e lasciando riposare qualche minuto. Il tempo di infusione varia a seconda della pianta: per esempio 3-5 minuti per tiglio, salvia e menta, anche 10 minuti per una pianta più coriacea. L’infuso è indicato per piante delicate o fiori. Nel caso di piante molto delicate si può usare acqua tiepida.

Decotto. Consiste nel mettere la pianta in acqua fredda, tiepida o già in ebollizione (dipende dalla pianta) e nel fare bollire il tutto per qualche minuto (il tempo dipende dalla pianta). Il decotto è raccomandato per le piante o le specie vegetali particolarmente coriacee, come scorze, radici e semi.

Macerato. Si ottiene lasciando riposare da mezza giornata a 15 giorni le parti attive della pianta in un liquido. La macerazione può avvenire in acqua ma con il rischio di creare colonie di batteri, motivo per cui si usano più spesso vino, acquavite o anche la birra.

Succo. Per un buon succo di pianta servono erbe fresche appena colte. Le erbe si possono schiacciare in un mortaio e poi spremere dopo averle racchiuse in un panno. In commercio esistono degli ottimi spremi-legume a centrifuga.

Tintura. Si schiaccia la pianta, o parti di essa, in alcol a 90°, si lascia riposare per due o tre giorni e poi si filtra con un panno fine. Nella tintura i principi attivi della pianta sono molto concentrati e per questo si usa solo con erbe del tutto prive di tossicità.

Polvere. Si usano le parti attive della pianta dopo che sono state completamente essiccate. La polvere si ottiene pestando finemente le erbe essiccate e si consuma per via orale. Anche in questo caso i principi attivi sono molto concentrati.

Cataplasma. Consiste in un impiastro o in una poltiglia di foglie che si fanno riscaldare e si applicano per via eterna sulla parte interessata, a diretto contatto con la pelle o avvolgendo la poltiglia in un tele o trama fine. La temperatura non deve superare i 50°C per non distruggere i principi attivi. Non si lascia mai sulla pelle per più di 5 minuti, meglio piuttosto ripetere spesso l’operazione.

Lozione. È un info o un decotto applicato direttamente sulla parte interessata con un massaggio. Quando il massaggio è fatto con movimenti rapidi ed energici si chiama anche frizione.

Impacco. È uno strato di ovatta, cotone idrofilo e flanella piegata in quattro, imbevuto di decotto, infuso, tintura o altra preparazione che si applica direttamente sulla parte da curare.

Compressa. È un impacco preparato con un prodotto meno concentrato ed ad azione più lenta.

Collirio. La preparazione vegetale di un collirio di solito consiste in un infuso molto blando preparato con acqua bollita.

Gargarismi. Per fare i gargarismi si usano infusi, decotti e macerati, di solito caldi per accentuarne l’azione.

Clistere e irrigazione vaginale. Il clistere è un metodo di somministrazione particolarmente efficiente e ha un’azione molto rapida. Per i clisteri su usano preparati a bassa concentrazione come infusi o decotti, la temperatura di 37°C è quella ideale. Per l’irrigazione vaginale valgono le stesse regole.

Bagni alle mani, pediluvi, semicupi e bagni completi. Il bagno completo richiede molta acqua e una grande quantità di pianta, bagni alle mani e pediluvi sono più pratici. Si possono fare facendo bollire 2 litri d’acqua, lasciando riposare e poi aggiungendo la quantità prescritta di pianta essiccata. Meglio non usare recipienti di metallo non smaltato e di plastica, l’ideale sono quelli di coccio.

Pubblicato da Michele Ciceri il 21 luglio 2013