A proposito del riciclaggio dei materiali

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Oggi il riciclaggio dei materiali è più importante di un tempo. Questo perché una volta agli oggetti veniva data più importanza: quando si rompevano era buona abitudine aggiustarli e la sostituzione avveniva solo quando non si poteva fare altrimenti. Ciò era possibile perché gli oggetti erano costruiti per durare a lungo e nel caso potevano essere riparati con pezzi di ricambio reperibili. Poi la logica economica dell’obsolescenza programmata ha avuto il sopravvento e l’attenzione si è concentrata sul riciclaggio dei materiali.

Oggi si ricicla giustamente di tutto e il riciclaggio sta diventando un’attività fiorente. Tra gli oggetti-rifiuti più riciclati in assoluto ci sono gli apparecchi elettrici ed elettronici, i RAEE, che contengono plastiche rigenerabili ma anche metalli di valore e in alcuni casi preziosi, a volte anche terre rare. Si ricicla tanto perché si producono tanti rifiuti. E tra i rifiuti ci sono in gran numero gli stessi apparecchi che un tempo erano meno rifiuti perché duravano più a lungo. C’è qualcosa di sospetto in questo durare meno degli oggetti ma non è questo il punto.

Ciò di cui parliamo qui è l’importanza,  per come stanno oggi le cose, del riciclaggio dei materiali. Premesso allora che gli oggetti durevoli sono da preferire a quelli a vita breve e che una cosa che può essere riparata non è giusto buttarla, è un problema il fatto che la maggior parte dei materiali utilizati per la produzione di oggetti venga scartata dopo il primo uso. Gran parte dell’alluminio per esempio, tantissimo acciaio e ancora di più plastica.

Una maggiore attenzione al riciclaggio di questi materiali (ma non solo questi) consentirebbe alla collettività di ridurre in modo drastico i consumi energetici e di pari passo l’inquinamento. Nonostante il  riciclaggio stesso dei materiali rappresenti un’attività energivora e sia fonte di inquinamento, per riciclare l’alluminio è sufficiente il 5% dell’energia impiegata per produrlo ex novo dalla bauxite. Nel caso dell’acciaio ricavato interamente dai rottami, il risparmio di energia calcolato è pari ai due terzi. Per il vetro si parla di un terzo.

Il riciclaggio di per sé, quando non è la conseguenza dell’obsolescenza programmata degli oggetti, fa bene all’ambiente inteso come pianeta fatto di terra, acqua e aria. Produrre acciaio riciclando rottami rispetto alla produzione di acciaio vergine riduce l’inquinamento dell’aria di circa l’85% e del 76% se si parla di acqua. Senza contare che in questo modo si eliminano del tutto le scorie create dall’attività estrattiva.

Il riciclaggio della carta, un materiale che può rinascere tal quale o diventare per esempio un isolante, presenta una serie di vantaggi: riduce la quantità di rifiuti che finisce in discarica, evita l’abbattimento di alberi (anche se non la produzione di carta la causa della deforestazione del pianeta) e riduce l’emissione di sostanze inquinanti (sempre che non si esageri con gli sbiancanti).

Pubblicato da Michele Ciceri il 14 febbraio 2014