La fine delle quote latte

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Il 31 marzo 2015 finirà il regime delle quote latte. Cosa succederà dopo? Secondo Paolo De Castro, presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, aumenterà la volatilità dei prezzi, che già peraltro è molto alta. Basti pensare che il latte spot quotato 50 centesimi al litro a dicembre 2013 oggi vale 30 centesimi al litro.

Alla luce di questa previsione sulla situazione post quote latte, la proposta sul tavolo dell’Unione Europea è quella di un ‘pacchetto latte bis’ che dia ai produttori maggiori certezze sul futuro.

Poi c’è il mercato cinese che diventa interessante per i produttori di latte italiani ed europei, anche se resta complicato. Sul sito www.clal.it si leggono prezzi, trend e scenari a livello globale del comparto lattiero caseario e, alla luce di un aumento generalizzato della produzione e del consumo di latte,  ci si può rendere conto di quanto la Cina stia rapidamente incrementando le importazioni.

Le previsioni confermate dagli operatori dicono che in Cina il mercato lattiero caseario aumenterà del 5-10% nel prossimo quinquennio. Il latte liquido aumenterà del 7% circa dalle attuali 14 milioni di tonnellate di consumo attuale, pari a una media pro-capite di 29,4 kg di consumo annuo.

Però ci sono dei problemi legati ai gusti particolari dei consumatori. Ai cinesi continua a non piacere l’odore del formaggio e associano a questo prodotto il colore bianco, il che penalizza i prodotti stagionati e ‘gialli’.

I cinesi però apprezzano la mozzarella e i formaggi freschi e amano sempre di più il gelato. Il quadro è tale da far ipotizzare la possibilità di positive sinergie con alcune produzioni tipiche italiane. Il punto di partenza italiano è che il 55% della produzione di latte è destinata alla produzione di formaggi Dop di elevata qualità.

Il punto sottolineato anche nel corso del recente Dairy Forum di Clal è che, nell’era post quote latte, i produttori lattiero caseari non potranno non fare i conti con il mercato estero, asiatico e cinese in particolare. Infatti la domanda mondiale di latte cresce in tutto il mondo, ma non in Europa. Per il 2022 le esportazioni di latte dai paesi UE-28 sono previste in aumento del 225 circa.

Con il mercato del latte e dei formaggi che diventa globale e complesso,  ecco arrivare gli strumenti della finanza. Si parla ad esempio dei futures per ridurre la volatilità e assicurare il rischio legato alle oscillazioni di prezzo. Cme Group, che opera nel settore settore agricolo, energia e metalli gestendo contratti per oltre 3 miliardi di dollari, ha aperto una sede a Londra proprio per spingere i futures anche nel settore del milk.

Pubblicato da Michele Ciceri il 31 maggio 2014