Privacy, cybersicurezza e app per la salute: cosa bisogna sapere

Negli ultimi anni sempre più attività hanno visto una forte digitalizzazione. Anche la gestione della propria salute non è da meno: sono infatti sempre più diffuse le app che permettono di gestire tutta una serie di questioni legate al proprio corpo. La pandemia ha addirittura velocizzato questo processo di digitalizzazione: con una ridotta possibilità di consultare specialisti e di seguire una routine di attività motorie, infatti, avere un’app per la salute aiuta a mantenersi sani e in forma. Non è però tutto oro quello che luccica: se, da un lato, queste app sono utilissime, dall’altro pongono dei problemi in merito alla sicurezza.

Cosa sono le app per la salute?

Prima di tutto, vediamo cosa sono concretamente le app per la salute. In generale, ricadono all’interno di due categorie: quelle che permettono di usufruire di servizi di medicina a distanza, e quelle che invece aiutano nella gestione quotidiana del proprio benessere.

Le app che permettono di usufruire di servizi di medicina a distanza comprendono quelle del servizio sanitario nazionale o di istituti privati, che consentono ad esempio di tenersi in contatto con i propri medici, di consultare il proprio fascicolo sanitario, di prenotare esami e visite, ecc.

Le app per la gestione del proprio benessere comprendono invece, ad esempio, app che permettono di tenere traccia delle calorie, dei ritmi del sonno, del ciclo, dell’attività motoria, ecc.

Quali sono i rischi?

Il pericolo più grande è quello legato alla privacy e alla protezione dei dati personali. Per funzionare e poter offrire i loro servizi, le app per la salute raccolgono molte informazioni personali e sensibili. Oltre ai dati anagrafici, spesso raccolgono anche dati sulla storia medica dell’utente, sulle sue abitudini alimentari e non, sul luogo in cui abita e lavora, ecc.

Se questi dati finiscono nelle mani sbagliate possono essere utilizzati per molti scopi diversi. Nella migliore delle ipotesi, i dati potrebbero venire utilizzati per la profilazione a scopo commerciale dell’utente: la cosa più fastidiosa sarebbe quindi ricevere messaggi pubblicitari. Ci sono però rischi ben più grandi: con le giuste informazioni, un malintenzionato potrebbe riuscire a impossessarsi di numeri di carta di credito, password o dati che si preferirebbe rimanessero segreti.

Il problema più grande quindi è la possibilità che i dati finiscano nelle mani di qualcuno che potrebbe approfittarsene. È un rischio davvero così reale? Stando a diversi studi, sembrerebbe di sì. Una ricerca inglese pubblicata di recente ha evidenziato come più dell’80% delle app per la salute raccolga dati personali per conto di terze parti, e circa il 25% non rispetta le norme sulla privacy per l’invio e la conservazione di questi dati.

cybersicurezza

Come proteggersi dal furto di dati?

Se le app per la salute costituiscono un potenziale rischio per la sicurezza dei propri dati, non si può fare a meno di cercare di proteggersi.

Ci sono diversi metodi che è possibile seguire, vediamo i principali.

1. App ufficiali e fidate

La prima cosa da fare è assicurarsi di utilizzare soltanto app affidabili. Vanno quindi bene le app ufficiali del sistema sanitario nazionale o dei centri medici, che si può essere sicuri siano controllate e gestiscano in modo adeguato i dati personali. Per gli altri tipi di app, è necessario invece informarsi su chi le gestisce. In particolare, è fondamentale verificare che sia presente un’informativa sulla privacy conforme alle norme europee.

2. Aggiornare le app

Uno dei problemi di sicurezza più grandi riguarda le vulnerabilità delle app che possono essere sfruttate dagli hacker per impossessarsi dei dati personali degli utenti. Quando viene scoperta una vulnerabilità, questa viene di solito corretta molto rapidamente tramite una patch di aggiornamento: per questo è molto importante assicurarsi di aggiornare le app per la salute, impostando magari l’aggiornamento automatico in modo da non doversene nemmeno preoccupare.

3. Usare una VPN

Le app per la salute richiedono solitamente di potersi collegare a Internet, quindi bisogna assicurarsi che la connessione sia sicura. Non c’è modo migliore di farlo che usare una VPN online. Le VPN sono delle reti private virtuali che permettono di collegarsi a Internet in modo sicuro, tramite un tunnel criptato che protegge i dati da occhi indiscreti.

4. Usare password sicure

Quando si utilizza un’app per la salute, è necessario creare un account personale utilizzando i propri dati. Come per ogni account è quindi necessario scegliere una password sicura, che non possa essere facilmente indovinata da un malintenzionato. Una password è considerata sicura se è lunga almeno 8 caratteri e composta da numeri, lettere e caratteri speciali. Inoltre, non si deve mai usare la stessa password per più account diversi. Per non doversi ricordare a memoria tutte le proprie password, è molto utile usare un gestore per le password.

5. Usare l’autenticazione a due fattori

Una password sicura è certamente un’ottima barriera di sicurezza, ma non è infallibile: per questo è importante attivare, quando possibile, anche l’autenticazione a due fattori. Si tratta di un ulteriore metodo di sicurezza che richiede l’inserimento, oltre che della password, di un codice temporaneo che viene inviato tramite e-mail o SMS oppure generato in automatico da un’apposita app.

6. Non perdere mai di vista il telefono

Può sembrare un consiglio banale, ma se il proprio smartphone dovesse cadere nelle mani sbagliate, un malintenzionato potrebbe avere accesso a moltissimi dati personali, non solo a quelli delle app per la salute. È quindi fondamentale cercare di proteggersi dai furti di telefono, ad esempio tenendolo sempre in una borsa chiusa o in una tasca ben controllata. È poi molto importante attivare anche delle protezioni a schermo sicure, come l’impronta digitale, evitando quelle meno sicure come il riconoscimento del volto. In questo modo, anche se qualcuno dovesse impossessarsi del telefono non sarebbe in grado di sbloccarlo.