Le prestazioni delle pompe di calore

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Le prestazioni delle pompe di calore sono valutate in termini di rendimento indipendentemente dalle diverse tecnologie. Quello che cambia a seconda del principio di funzionamento è il modo di esprimere tale rendimento. Nel caso delle pompe di calore a compressione, il rendimento si misura in Coefficient Of Performance (COP) ed Energy Efficiency Ratio (EER). Per le pompe di calore ad assorbimento, il criterio è invece quello del Gas Utilization Efficiency (GUE).

Sia le pompe di calore a trasmissione sia quelle ad assorbimento possono funzionare avendo come sorgente l’aria, l’acqua o la terra. Le prestazioni migliori si ottengono con quelle che hanno come sorgente l’acqua (anche il rapporto prestazioni/prezzo è buono), ma ci sono gli svantaggi legati al prelievo-scarico dell’acqua e ai vincoli normativi.

Anche le pompe di calore geotermiche hanno buone prestazioni, ma a loro volta presentano vantaggi e svantaggi, tra cui i costi elevati (più elevati rispetto alla tecnologia ad aria e ad acqua) e la disponibilità limitata per necessità di ampie superfici. In generale, le pompe di calore avranno un vantaggio dall’introduzione della nuova tariffa D1.

Prestazioni delle pompe di calore a compressione. Nella tecnologia a terra (geotermia) questi dispositivi presentano un range di prestazioni 3,9-4,8 in termini di COP e 2,6-3,5 in termini di EER per un prezzo di 800-1.500 euro/kWe. Nella tecnologia ad acqua il rendimento COP è 4-5 quello EER 3-4, per un prezzo di 400-700 euro/kWe. Nella tecnologia ad aria siamo a 3-4,5 e a 350-700 in EER.

Prestazioni delle pompe di calore ad assorbimento. In questo caso, come dicevamo all’inizio, le prestazione delle pompe di calore si valutano in termini di Gas Utilisation Efficiency GUE e i range sono i suguenti: terra (1,4-1,75), acqua (1,4-1,75), aria (1,3-1,5). I prezzi sono parecchio distanti: 950-1.700 euro/kWe per la geotermia, 480-750 per l’acqua e 400-700 per la tecnologia ad aria.

Alle tecnologie delle pompe di calore (che oggi rappresentano circa il 2% degli impianti di produzione termica installati negli edifici) è associato un grande potenziale di mercato nei prossimi anni per la produzione di energia termica per riscaldamento, acqua calda sanitaria e anche raffreddamento nel caso di pompe reversibili. In fatto di prestazioni complessive, ottimi risultati si ottengono con l’abbinamento tecnologico del solare ibrido a pompa di calore. 

Pubblicato da Michele Ciceri il 1 marzo 2014