Prato a bassa manutenzione

Prato a bassa manutenzione

Prato a bassa manutenzione: quali semi scegliere per ottenere un prato che richiede poche cure, che cresce poco ed è resistente alla siccità.

La quantità di cure richieste da un tappeto erboso non è un fattore trascurabile. In estate, un prato a crescita rapida, richiede frequenti interventi e necessita di maggiori irrigazioni. Al contrario, un prato a bassa manutenzione ha meno necessità.

Quali sono le caratteristiche da ricercare in un prato a bassa manutenzione?

  • Deve avere un apparato radicale tale da consentire l’inerbimento, una buona stabilità e resistenza al calpestio.
  • Deve resistere alla siccità così da non obbligare l’utente a installare impianti di irrigazione automatica o eseguire frequenti irrigazioni manuali.
  • Essere adattabili a esposizioni diverse (ombra, sole, mezz’ombra…).
  • Presentare una lenta crescita.

Mix di sei per prato a bassa manutenzione

Una buona miscela per prato con poche cure, che annovera le caratteristiche appena citate, è la “Maciste prato extra-forte”.

Parliamo di una miscela di sementi per prato a bassa manutenzione, quindi molto resistente alla siccità, al calpestio e dalla modesta crescita.

La miscela in questione è data proprio dai semi delle specie botaniche più forti che generalmente non sono usate nelle applicazioni classiche.

Nello specifico, la composizione di semi segnalata è data per l’80% da Festuca Arundinacea, 10% da Loietto, 10% da Poa Pratese, anche più resistente della  tanto osannata Agrostide.

La miscela è adatta per realizzare ampie aree verdi (con una sacca da 5 kg si possono coprire fino a 100 mq). Il colore del prato è verde intenso, un po’ più scuro del classico prato verde chiaro. Su Amazon, la confezione da 5 kg si compra al prezzo di 52,30 euro con spese di spedizione gratuite.

Per tutte le informazioni vi rimando alla pagina ufficiale di Amazon: Maciste prato extra-forte.

Se non intendete acquistare questa miscela di semi e preferite recarvi personalmente presso un garden center, mi raccomando di scegliere mix di semi che siano realmente più resistenti. Spesso, commercianti (ma anche gli stessi produttori) propongono miscele più resistenti di quelle classiche ma che però non rispondono a tutte le caratteristiche di un prato che ha bisogno di poche cure.

Il consiglio è sempre lo stesso: documentatevi prima dell’acquisto! Assicuratevi che la miscela di semi presenti le stesse caratteristiche di quella che ho segnalato in precedenza, oppure che presenti semi analoghi a questi dell’elenco:

  • Loiletto perenne
  • Lolium italicum
  • Festuca rubra
  • Festuca arundinacea
  • Onobrychis viciifolia
  • Vicia sativa
  • Poa pratensis

Prima di procedere con la semina, assicuratevi che il terreno sia pronto a ospitare il tappeto erboso a bassa manutenzione, il terreno dovrà essere leggero e friabile così da consentire ai semi di germogliare.

Chi necessita di un prato con poche cure, potrebbe trovare interessanti anche le miscele di semi per prato fiorito. Per tute le informazioni semina del prato fiorito.

Rotoli o zolle per prato a bassa manutenzione

Chi vuole un effetto immediato, con un prato pronto all’uso, può scegliere rotoli e zolle pronti da impiantare. E’ vero che l’effetto è immediato ma la preparazione richiede ugualmente accorgimenti.

E’ necessario preparare accuratamente il fondo e installare con attenzione le zolle o i rotoli di prato così da dare continuità agli apparati radicali del “tappeto erboso in rotoli” e il terreno sottostante.

Se acquistate un prato a bassa manutenzione in rotoli, fatevi certificare la miscela di semi usata e assicuratevi che il pacchetto comprenda i materiali per la posa. Molte aziende offrono l’installazione del prato in rotoli, fate le vostre valutazioni in base al preventivo che vi offrono.

In ogni modo, sappiate che le aziende serie offrono l’opportunità di verificare lo stato del prato dopo un anno dall’installazione, così da concordare la sostituzione gratuita di quelli che sono le zolle non hanno resistito allo stress.

Pubblicato da Anna De Simone il 29 maggio 2017