Parco dell’Arcipelago Toscano, Legambiente critica le nomine

foto del parco dellìarcipelago toscano

Legambiente Arcipelago Toscano esprime forte preoccupazione per la composizione del nuovo consiglio direttivo del Parco Nazionale. Secondo l’associazione, tra i componenti scelti mancherebbero profili con una comprovata esperienza nella conservazione ambientale.

Il direttivo raggiunge il numero legale

Con le ultime designazioni ministeriali, che si aggiungono a quelle già espresse dalla Comunità del Parco, risultano nominati sette degli otto componenti del consiglio direttivo del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Dopo la recente nomina di Matteo Arcenni alla presidenza, l’organo di governo dell’area protetta dispone quindi del numero legale necessario per iniziare a operare.

Le decisioni del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, tuttavia, hanno suscitato le critiche di Legambiente Arcipelago Toscano, che si era già dichiarata perplessa rispetto ad alcune delle precedenti scelte.

Le perplessità sui profili nominati

Secondo Legambiente, tra i componenti designati dal ministro non figurerebbero persone con una consolidata esperienza nel settore della tutela ambientale.

L’associazione sostiene inoltre che alcuni dei nominati abbiano in passato guidato movimenti contrari al Parco o avanzato proposte orientate allo sfruttamento turistico di beni ambientali che, per le loro caratteristiche, richiederebbero invece il massimo livello di protezione.

Un’impostazione che, secondo Legambiente, emergerebbe in parte anche da alcune dichiarazioni del presidente Arcenni.

La storia politica e programmatica di alcuni componenti alimenterebbe inoltre il timore di scenari simili a quelli richiamati dall’associazione in Sardegna e in Albania, soprattutto per quanto riguarda le isole minori e le aree ex minerarie.

Legambiente si domanda quindi se il Parco, già esposto al rischio di abusi edilizi e di altra natura, possa trovarsi a fronteggiare pressioni anche dall’interno dei propri organi decisionali.

I timori per biodiversità e conservazione

Un’altra preoccupazione riguarda la possibilità che quanto costruito nei primi trent’anni di attività del Parco venga progressivamente ridimensionato da politiche considerate maggiormente orientate al profitto.

Secondo l’associazione, questo indirizzo potrebbe penalizzare la conservazione, la tutela e il ripristino della biodiversità, oltre all’applicazione delle direttive ambientali dell’Unione europea e degli accordi internazionali.

Si tratta, sottolinea Legambiente, di compiti fondamentali per un’area protetta di rilievo nazionale e internazionale.

Area marina protetta e Piano del Parco

Le nomine, secondo Legambiente, potrebbero allontanare ulteriormente l’istituzione dell’area marina protetta, prevista dal 1982. Tra i nuovi componenti, infatti, figurerebbero persone note per la loro opposizione al progetto e allo stesso Parco.

L’associazione manifesta inoltre timori per la variante del Piano del Parco, ancora non approvata e destinata a essere rivista dopo le osservazioni presentate dalla Regione e da altri enti.

Legambiente aveva già criticato il documento per alcune decisioni adottate e per altre scelte che, a suo giudizio, non sarebbero state affrontate.

L’auspicio per il rappresentante dell’Ispra

Resta ancora da nominare il rappresentante dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, l’Ispra.

Legambiente auspica la conferma di Luca Foresi, al quale riconosce competenze considerate adeguate per garantire un orientamento rigorosamente scientifico alle decisioni del consiglio direttivo.

Le critiche sulla rappresentanza

L’associazione contesta anche la nomina della consigliera indicata in rappresentanza delle organizzazioni nazionali riconosciute.

Secondo Legambiente, la componente non rappresenterebbe le associazioni ambientaliste presenti all’Elba e non risulterebbero note sue precedenti attività nel settore ambientale. L’associazione evidenzia inoltre l’assenza di rapporti con la propria organizzazione territoriale.

Legambiente rileva anche la mancanza di rappresentanti delle altre isole dell’Arcipelago e di componenti giovani. Il direttivo viene descritto come fortemente politicizzato e caratterizzato dalla presenza prevalente dei rappresentanti di un solo partito.

Secondo l’associazione, nelle scelte non sarebbe stato valorizzato il merito e avrebbe prevalso un sistema di distribuzione politica degli incarichi.

In conclusione, Legambiente auspica che almeno uno dei nominati valuti quanto sta accadendo e decida di rinunciare all’incarico.