Pappataci: punture e gonfiore

Pappataci

Si chiamano pappataci perché sono silenziosi ma pungono, quindi si può dire che siano un insetto che pappa e tace, non per questo dobbiamo sottovalutare i suoi effetti perché le punture di questo animaletto possono avere anche gravi conseguenze.



Pappatavi: cosa sono

Detti anche flebotomi, sono insetti simili alle zanzare, un po’ più piccoli, diffusi nei Paesi tropicali, subtropicali ma purtroppo anche nell’area mediterranea, nelle zone pianeggianti e collinari dove regna un clima caldo e umido anche se di notte scelgono ambienti freschi, ben areati e ombreggiati. Non stupitevi se ve li trovate in cantina oppure nelle stalle, frequentano anche grotte o tane di animali.

Rispetto alle zanzare sono più piccoli quindi arrivano ad una lunghezza massima di 3-4 millimetri, sono di colore giallo con sfumature diverse che possono andare dal giallo paglierino al giallo ruggine, alcune volte assumono anche delle colorazioni grigiastre. Il loro corpo è completamente rivestito di peli, gli occhi sono sproporzionati rispetto al torace che forma con l’addome un angolo 90 gradi, sono grandi e laterali e lasciano spazio all’apparato boccale. Esso serve ai pappataci sia per pungere che per succhiare, è formato da una proboscide corta e rivolta verso il basso, pronta per mordere. Dalla testa di questi insetti spuntano anche delle lunghe antenne, dal corpo delle ali ovali, molto più grandi rispetto al corpo, anch’esse sproporzionate.

Pappataci: punture

I pappataci diventano attivi soprattutto quando cala la sera e pungono indistintamente uomini e animali. Le conseguenze possono essere anche molto gravi, con la loro saliva infatti possono trasmettere anche la leishmaniosi, malattia infettiva letale per i cani e in rari casi anche per l’uomo. Oltre che pappatace, da pappa e tace, questo insetto viene chiamato anche insetto di velluto, sempre per la stessa ragione: non fa rumore e il suo arrivo non è preannunciato come quello di una vespa o di una zanzara.

Non è per difenderli ma per descriverli che dico che i pappataci pungono per necessità: hanno bisogno di alcune proteine contenute nel sangue per poter vivere e riprodursi. Ecco allora che ci mordono e iniettano la loro saliva che rilascia una sostanza anticoagulante capace di indurci ad attivare il sistema immunitario, rilasciando istamina. Ecco perché si creano delle zone di gonfiore in corrispondenza alla loro puntura.

Tra le conseguenze delle punture di pappatace c’è anche la febbre che in generale scompare nel giro di 3-4 giorni e ha dei sintomi molto simili all’influenza. Il morso di questo insetto, però, può anche creare delle reazioni allergiche violente per cui è bene farsi visitare da un medico e non curare con il fai da te. Purtroppo, come abbiamo accennato subito, le punture possono essere anche letali, per i nostri animali e per noi, perché, se la loro saliva è contaminata, diventano vettori della leishmaniosi. Questa malattia infettiva è molto grave, è raro che colpisca l’uomo, possiamo vederla in due forme: la leishmaniosi cutanea, che provoca lesioni e ulcere della pelle, e la leishmaniosi viscerale, a carico di fegato, milza, midollo osseo e altri organi interni.

Pappataci: dove vivono

Si animano solo nelle ore crepuscolari o notturne e amano i climi come il nostro, mediterraneo, oppure quello tropicale, quindi caldo e umido. Una loro caratteristica particolare sta nel fatto che, al contrario delle zanzare, odiano la luce e sono estremamente fotosensibili. Ecco perché si nascondono nelle fessure, nei condotti fognari, nelle tane e nelle cucce degli animali, oppure in qualsiasi interstizio o fessura che assicuri loro un po’ di aria e di ombra. Nel buio, così piccoli, sono praticamente impossibili da riconoscere ad occhio nudo. Oltretutto non si fanno nemmeno sentire, quindi è inutile cercare di catturarli e, come vedremo, è meglio prevenirli oppure curarsi se ci hanno punto.

Pappataci: come prevenirli

Se l’unico modo è prevenirli, vediamo come fare. Partiamo dall’idea che odiano la luce cercando di non creare in casa degli ambienti che potrebbero piacergli, ombreggiati e freschi, umidi. Cerchiamo di tenere sempre pulito e di cambiare spesso aria in modo che non gli venga voglia di insediarsi. Non illudetevi che bastino le zanzariere tradizionali, ci vogliono zanzariere apposite, meglio se spalmate di repellenti che vediamo tra poco. In casa o in giardino, sul balcone o sul terrazzo, evitiamo i ristagni tenendo sempre puliti anche i sottovasi per non parlare della cuccia del cane o alla lettiera del gatto.

Repellente per pappataci

Esistono fortunatamente dei repellenti naturali per i pappataci, partiamo timo, geranio e rosmarino. Sempre parlando di rimedi naturali possiamo vedere invece quali sostanza possono esservi di aiuto quanto veniamo punti. L’allume di potassio ha proprietà calmanti, lenitive ed emollienti, basta inumidire leggermente il minerale e strofinarlo sulla puntura, ottimo anche il Tea tree oil che, essendo un antibiotico naturale, disinfetta la ferita e svolge anche un’azione lenitiva. E’ sufficiente applicarne pochissime gocce sull’area colpita. Tra gli oli efficaci troviamo quelli di Neem e di Geranio. Il primo perché dotato di proprietà antibatteriche, antimicotiche e insettifughe, il secondo perché ha proprietà insettifughe.

Utile anche in questo frangente, oltre che in molti altri, l’aloe vera: antisettico, antibatterico e antinfiammatorio. Basta procurarsi il gel di aloe, acquistabile in erboristeria o nei negozi biologici, applicarlo nella zona interessata e aspettare pochi minuti.

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Pubblicato da Marta Abbà il 6 novembre 2018