No OGM, la task force italiana

Salvaguardare la tipicità, la qualità e la biodeversità delle produzioni di territorio così da conferire più valore al “Made in Italy“. E’ soprattutto questo il motivo dell’unanime costrarietà delle Regioni italiane all’utilizzo di OGM nell’agricoltura nostrana.

Le Regioni italiane sono d’accorso, non vogliono che sul suolo nazionale saranno coltivati sementi geneticamente modificati. La posizione anti-ogm è unanime ma non tutte le regioni possono vantare di avere una legge che vieta l’utilizzo degli OGM.

OGM, “organismo geneticamente modificato“, si tratta di sementi ingegnerizzati in laboratorio, studiati per massimizzare la resa, omologati e venduti in tutto il mondo. E’ chiaro, con gli ogm, l’agricoltura italiana perderebbe ogni tipicità in più, diventerebbe strattamente dipendente dalle nazioni estere per l’acquisto di semi sempre migliori. Sementi ingegnerizzati geneticamente, brevettati e coltivati a livello globale così da dare lo stesso prodotto in tutto il mondo: risultati uguali e prezzi competitivi.

Aprile si è aperto con una vera e propria Task Force “Per un’Italia libera da Ogm” così i principali gruppi del settore si sono uniti per fare un punto della situazione e prendere provvedimenti. La riunione si è tenutà giovedì scorso a Palazzo Balbi di Venezia, tra i presenti: Cia, Cna Alimentare, Coldiretti, Confartigianato, Legambiente, Federconsumatori, Legacoop, Legambiente, Condacons, Movimento Consumatori, Slow Food, Unci, Vas, Adiconsum e Wwf, insieme all’assessorato regionale all’Agricoltura Franco Manzato, che ha fortemente voluto la task force.

Gli Ogm potrebbero mettere a repentaglio la tipicità dei prodotti territoriali. Su questo versante è il Friuli che si presta come esempio all’intero Stivale. In Friuli, una recente sentenza di Cassazione, ha dichiarato fuorilegge il mais OGM coltivato da Fidenato senza autorizzazione regionale.

Ciò che si è tenuto lo scorso 5 aprile presso il Palazzo Balbi è un tentativo che mira a tutelare consumatori, agricoltori e patrimonio qualitativo dei prodotti veneti. Ad affermarlo è il capogruppo leghista Federico Caner e il presidente della Commissione Ambiente Nicola Finco.

Gli Ogm mettono a rischio la tipicità dei prodotti nostrani che, a quanto dichiarato dal capogruppo Caner e il presidente Finco, sono la prima tutela per il consumatore e un grande patrimonio dell’agricoltore italiano. Il provvedimento del Friuli non vieta la speriemntazione scientifica, nessuna regione intende vietare la ricerca scientifica -anche perché in Italia non se ne fa molta-, piuttosto vuole assicurarsi che ciò che avviene nei laboratori stia lontano dai campi coltivati dagli agricoltori italiani.

a cura di Anna De Simone

Pubblicato da Anna De Simone il 9 aprile 2012