Eolico, la mano della camorra nella green economy

 

Secondo delle indagini concluse dalle autorità competenti, la camorra sta puntando alla green economy e lo sta facendo attraverso il settore dell’energia eolica. Sotto indagine alcuni progetti della Campania, Molise e Sardegna.



Il tribunale di Santa Maria sta indagando su alcuni progetti di una società impiegata nelle energie rinnovabili e negli impianti di depurazione; la società è sotto sequesto. Secondo il tribunale di Santa Maria, si tratterebbe di una società strettamente collegata al clan dei Casalesi. L’azienda intendeva fare affari con l’energia eolica, sfruttando fondi pubbici ma senza benefici per il territorio: solo una discreta somma per l’occupazione del suolo.

Se non fossero gestiti dalla camora, i rifiuti potrebbero portare migliaia di posti di lavoro. Oggi il governo Monti si affanna per garantire una certa occupazione e per farlo si dovrebbe sottrarre alla camorra la gestione di diversi settori. Con la green economy il rischio è opposto: la camorra continua a diffondersi e lo fa attraverso l’energia eolica. Efficace l’intervento delle aturità nel territorio campano.

Il piano dell’attività mafiosa era molto semplice: sfruttare una società esistente solo su carta, per accaparrarsi i fondi pubblici e realizzare un parco eolico nella zona di Casertavecchia. Tra i nomi degli indagati vi sono personaggio implicati più volte nell’economia criminale campana. La società che è attualmente sotto sequesto, era sfuggita ai passati accertamenti finché non sono stati rinvenuti dei documenti durante una perquisizione tenuta dalle autorità locali.

E’ stata questa perquisizione a fare luce sull’intera faccenda. La green economy è un settore fiorente e rappresenta un piatto ghiotto per le attività mafiose. Secondo il tribunale di Santa Maria, la società era nata proprio per questo: costituita il 31 maggio del 2011 con capitale sociale di 10.000 euro -il limite minimo per una srl- si interessa di settori “strategici” legati proprio alla green economy: impianti di depurazione ed energie rinnovabili.

Questo è un chiaro anticipo: la mafia, proprio come i veri imprenditori, intende sfruttare il settore della green economy ma senza investire in essa, piuttosto mettendo le mani sui fondi pubblici stanziati dai vari enti. La società sequestrata, negli ultimi mesi, avrebbe fornito impianti di depurazione ad aziende fittizie ma l’attività più redditizia era ancora in fase di progettazione: l’allestimento di un parco eolico nel centro di Casertavecchia. Attività che la Regione Campania continua a finanziare.

Pochi giorni fa, la Regione Campania avrebbe dovuto approvare un piano di legge sulla castanicoltura che avrebbe bloccato i fondi alle installazioni eoliche. Legge che non è stata approvata così da perpetuare i finanziamenti al progetto mafioso. Le indagini effettuate sul territorio campano hanno aperto uno squarcio su alcune attività sospette collegate alla camorra, sia in Sardegna che in Molise. La Green Economy è un settore nuovo che pullula di investimenti pubblici e privati sarà dura estromettere la mafia da tali attività. A rischio è anche il fotovoltaico.

Pubblicato da Anna De Simone il 9 aprile 2012