Nutria: foto e malattie

Nutria

Nutria, subito guardato con sospetto se non con orrore, ma non sempre a ragione. Ci sono animali molto più “schifosi” e dannosi della nutria che purtroppo si è ormai fatta mal volere. Ci sono state un po’ di “fake news” anche su di lei, vediamo con oggettivo sguardo curioso le caratteristiche di questo animale. E’ un grosso roditore originario del Sud America, mangia vegetariano tranne poche eccezioni ed è un amante dell’acqua.



Nutria gigante

Grande è grande e non gliene si può fare una colpa. La nutria, nome scientifico Myocastor coypus, è più un castoro che un grosso ratto. Anche se arriva dal Sud e Centro America, in Europa si è ben diffuso questo animale, soprattutto perché molto usato in pellicceria, anche in Italia è ben presente.

E’ definita gigante perché può essere lunga dai 40 ai 60 cm e pesare circa 7-10 kg, la sua testa è molto grossa e con muso corto, la coda lunga 30-45 cm è cilindrica con pochi peli mentre più corte e tozze sono “gambe” e le zampe, a cinque dita. Quelle posteriori sono munite di membrana natatoria.

Dalle sue parti, ma anche dalle nostre, la nutria predilige zone in prossimità di fiumi e canali, sponde di laghi e paludi, per poter passare gran parte del suo tempo in acqua. Lì è a suo agio più che sulla terra ferma, si muove rapidamente e con agilità.

Nutria: foto

Nutria

Nutria

Nutria: malattie

Non è nuova l’idea che la nutria sia un veicolo di contagio. La voce è girata a seguito del fatto che alcuni esemplari di questo animale alcuni anni fa sono risultati positivi al virus della leptospirosi. Dal punto di vista ufficiale, però, timori e “fake news” a parte, questo animale non gioca un ruolo epidemiologico di diffusore ambientale dell’infezione primario ma solo “secondario ed occasionale”.

Altro motivo per cui la nutria non è ben vista è il fatto che possa minacciare la fauna acquatica e, soprattutto, alcuni tipi di coltivazioni. Quelle di barbabietole da zucchero, ad esempio, come quelle di mais e patate. Questo ha portato molti a volerla eliminare dal territorio, anche in Italia.

Nutria nera

Di nutrie nere in verità non esistono molte perché, di base, hanno un pelo di colore castano e tendenzialmente morbido, infatti se ne desidera la pelliccia.

Ci tengono molto, oltretutto, al loro pelo, le nutrie, che passano lunghi periodi a dedicarsi solo alla pulizia del corpo: strigliano con cura la pelliccia con le zampe anteriori come pettinandosi e preparandosi per uscire.

Nutria: trappole

Abbiamo visto che in parte per le malattie che potrebbe portare, in parte per i danni che potrebbe fare ai campi coltivati, la nutria non è ben vista. In Italia è arrivata all’inizio degli anni Venti in Piemonte, per la produzione di pellicce, oggi è diffusa nel centro e nord Italia, in minore quantità nel meridionale e nelle isole, ed è una specie considerata naturalizzata quindi, secondo la Legge 157/92, non cacciabile.

Ci sono stati però tentativi di eliminarla, recenti: nel 2014 era stata emessa una circolare che legalizzava lo sterminio e la tortura delle nutrie anche all’interno delle aree protette e al di fuori del periodo di caccia. Nel 2016 è stato tutto revocato perché considerato illegittimo e si sta procedendo con progetti di controllo di colonie di nutrie tramite la sterilizzazione.

Nutria

Nutria: cosa mangia

Amante dell’acqua e vegetariana quasi totalmente, la nutria mangia aiutandosi con le zampe anteriori e appoggiata sui gomiti, oppure seduta sugli arti posteriori. Come? Prende erba o parti di piante, li bagna prima di ingerirli, e spesso si riempie la bocca con la maggior quantità di erba possibile e poi corre a bagnare il tutto nell’acqua. E’ uno spettacolo un po’ comico, ogni tanto si immerge sul fondo, da dove strappa le piante per portarle alla superficie e masticarle più tranquilla. A volte questo animale, causa fame, può danneggiare anche i nostri raccolti, meglio quindi sapere come proteggere l’orto dalle nutrie. Un animale simile alla nutria ma che invece richiede protezione e non distrugge orti è la capibara. Lo conoscete?

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Pubblicato da Marta Abbà il 26 aprile 2018