Milano, Expo 2015 per una Terra sostenibile

L’Expo 2015 si intitola “Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita” e a tre anni dall’inagurazione dell’Expo di Milano ci si chiede se l’Esposizione Internazionale sarà davvero in grado di cambiare le prospettive della nostra vita. Le qualità sulla carta ci sono tutte ma tre anni per l’organizzazione possono essere pochi e a influenzare negativamente l’Expo di Milano sono anche le vecchie politiche economiche; nonostante tutto l’Expo del 2015 resta un’occasione più che rara per instaurare un nuovo rapporto tra cittadino e città e ancora, un nuovo rapporto tra città e campagna così da innescare un meccanismo i produzione e consumo all’interno della stessa città.

Mentre si aspettano soluzioni dalla nuova Pac (Politica agricola comunitaria), l’Expo 2015 mira a elaborare soluzioni per le crisi alimentari e le distorsioni finanziarie sui prezzi del cibo. Come spiega il professor Pier Sandro Coccinelli, microbiologo alla facoltà di Agraria piacentina, oggi purtroppo non vi è neanche un grammo di eccedenza alimentare e anche Paesi come la Cina e India incrementano le proprie condizioni di vita mangiando carne almeno due volte a settimana. Per produrre un chilo di carne di pollo occorrono sette chilogrammi di cereali. Il professor Coccinella evidenzia «il proposito di ripensare una città fertile di idee e di produzione alimentare, anche in un’ottica di solidarietà e cooperazione internazionale. È evidente a tutti come le modalità della cooperazione odierna nei settori che riguardano Expo, cioè alimentazione e ambiente, mostrino meccanismi con alcuni problemi e vadano ripensate in modo innovativo. Occorre, a mio parere, riprogrammare le filiere di produzione degli alimenti».

E’ così che la crisi alimentare piomberà sull’Expo di Milano accendendo la necessità di innovazioni scientifico-tecnologiche nella filiera agroalimentare così da incrementare la produzione e decrementare il nefasto impatto ambientale. Mentre si spera che l’Expo 2015 possa funzionare come punto di svolta per la sostenibilità globale, c’è da dire che mille ettari di terreno, pari a 1400 campi da calcio, rappresentano la superficie verde che negli ultimi otto anni è stata sacrificata nella zona che tra tre anni ospiterà l’Esposizione Internazionale a ovest di Milano; in più la cementificazione, in vista dell’evento milanese, rischia di aumentare.

Pubblicato da Anna De Simone il 7 gennaio 2012