Il biologico che si baratta

I cibi biologici rappresentano il lusso dell’industria agroalimentare e purtroppo, la crisi economica vede ingenti quantità di scorte alimentari invendute delle aziende agricole. La crisi economica non ha colpito solo il settore agroalimentare ma l’intero mercato. E’ per questo che nasce l’iniziativa della Confederazione Italiana Agricoltori di Pisa: movimentare il mercato dell’invenduto mediante il vecchio metodo del baratto. Ecco cosa si legge nel comunicato ufficiale della Cia (Confederazione italiana agricoltori):

Offro 10 caciotte di pecora di prima qualità, cerco un pigiama di puro cotone. Offro 80 litri di vino rosso Doc di Toscana per un decespugliatore anche usato ma in buono stato. Permuto 50 litri di ottimo olio extravergine d’oliva 0,4 gradi di acidità per un soggiorno completo di tre giorni in una Beauty Farm, preferibilmente in alta Italia. No perditempo. Non si tratta di un “ritorno al futuro” ma di un’idea innovativa che attinge dal passato remoto, grazie alla Cia-Confederazione italiana agricoltori il baratto torna di grande attualità e proprio dalla campagna riprende vita il primo metodo di commercializzazione conosciuto dall’uomo.

Lo “scambio” ottiene una chiave di lettura moderna dando il via al baratto online. La Cia, per consolidare il suo progetto di “ritorno al baratto“, sta allestendo un portale web dove sarà possibile barattare prodotti della terra con beni e servizi di altro genere. I prodotti della terra saranno rigorosamente “made in Italy” e realizzati nel pieno rispetto delle più attente norme iginico sanitarie e salutistiche. Il portale del baratto vedrà senza dubbio, la messa online di cibi biologici e sarà subito corsa all’affare. Il baratto agricolo può contribuire a migliorare le economie famigliari e portare tangibili benefici ad aziende e famiglie.

Pubblicato da Anna De Simone il 7 gennaio 2012