Microbolle per biocarburanti dalle Alghe

In teoria, le alghe potrebbero rappresentare la nuova frontiera dei biocarburanti. Ciò che separa la teoria dalla pratica sono i modelli di coltivazione e raccolta delle alghe, un limite che la scienza sta per abbattere. La nuova tecnica è stata sviluppata dall’Università di Sheffield e punta a produrre biocarburanti a partire da sostanze vegetali;

i biocarburanti sono considerati un importante alternativa ai combustibili fossili ma i costi di produzione e le difficoltà incontrate dagli esperti sono ingenti, oggi le alghe potrebbero rappresentare la soluzione ideale per una produzione efficiente di biocarburanti.
Un team guidato da Will Zimmerman, professore del dipartimento di ingegneria chimica e biologica, ha risolto i problemi sviluppando una metodologia efficace e a basso costo per produrre biocarburanti a partire dalle alghe. Le alghe crescono sui fondali, molto in profondità, la strategie del professor Will Zimmerman prevede di utilizzare delle microbolle che fluttuano dai fondali fino alla superficie, portando a galla le sostanze ricavate dalle alghe, così da facilitarne la raccolta e salvare il mondo dalla crisi energetica.

Pensavamo di aver già risolto il grande ostacolo che impediva alle aziende di trasformare i prodotti di sintesi delle alghe in biocarburanti, pensavamo di averlo fatto quando abbiamo utilizzato le microbolle per far crescere più densamente le alghe agevolandone così la coltivazione -spiaga il professor Zimmerman in un’intervista rilasciata alla celebre rivista scientifica Biotechnology and Bioengineering-, tuttavia si è scoperto che i biocarburanti ancora non potevano essere prodotti dalle alghe per la mancanza di un sistema di produzione economico. Vi erano difficoltà nella raccolta e nel drenaggio delle alghe. Ancora una volta abbiamo dovuto trovare una soluzione e ancora una volta le microbolle sono venute in nostro aiuto

Il modello delle microbolle è stato già sfruttato in passato ma con scopi diversi: le microbolle sono state utilizzate da aziende di depurazione delle acque per portare le impurità in superficie utilizzando il processo di galleggiamento offerto dalle stesse microbolle. Il sistema sviluppato dal team del professor Zimmerman è simile ma utilizza fino a 1000 volte meno energia per la produzione di microbolle, inoltre il dispositivo per la produzione di tali bollicine è molto meno costoso. Il passo successivo sarà quello di sviluppare un impianto pilota per testare il sistema su scala industriale.

Il team del professor Zimmerman sta già lavorando con la compagnia Tata Steel per un progetto da attuare in Inghilterra. Il professor Zimmerman con il suo modello tecnologico basato sulle microbolle, sta per realizzare il cambiamento di cui il settore dei biocarburanti ha bisogno. A sostenere le ricerche, insieme all’Università di Sheffield, sono stati i finanziamenti dell’Engineering and Physical Siences Research Council, così come i fondi del Royal Society Innovetion Award e del Concept Found of Yorkshire Forward.

 a cura di Anna De Simone

Pubblicato da Anna De Simone il 9 febbraio 2012