Legge Antispreco Alimentare: ecco cosa prevede

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Legge Antispreco Alimentare, ora anche noi in Italia ne abbiamo una che rende più facile donare cibo invenduto, ai negozi, ma non solo. La svolta, con il sì del Senato, è arrivata il 2 agosto 2016, segniamoci questa data perché potrebbe essere l’inizio di una nuova epoca, quella in cui “non si butta via niente” non è più un modo di dire, ma un atteggiamento da adottare e di cui vantarsi.



Se prima era necessario a volte fare acrobazie materialmente e legalmente, per non fare gli spreconi, oppure arrendersi, a malincuore, all’impossibilità di non buttare ciò che era ancora consumabile ma non vendibile, oggi la Legge Antispreco ci permette di essere veramente cittadini antispreco. Vediamo di cosa si tratta, incrociando le dita perché quanto scritto e approvato si traduca presto in fatti, buone pratiche e risultati tangibili.

Legge Antispreco Alimentare: cosa dice

Non è semplice riassumere una Legge Antispreco così articolata ma lo è stavolta non a causa di cavilli inutili bensì per affrontare e cercare di risolvere tutti quegli aspetti che in finora hanno messo i bastoni tra le ruote a chi non voleva buttare ciò che di buono aveva tra le mani. E sugli scaffali.

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Qualche esempio molto quotidiano per capire come questa Legge Antispreco potrà influire sulle nostre vite di semplici cittadini consumatori di cibo. Partiamo dal pane, alimento quotidiano che la maggior parte degli italiani ama alla follia: ora può essere sicuramente donato entro 24 ore dalla sua produzione.

Una altra differenza che apporta la Legge Antispreco sembra sottile ma avrà grandi conseguenze: finalmente si è distinto il concetto di data di scadenza e quello di “termine minimo di conservazione” che è spesso indicato, negli yogurt come su tante altre confezioni di altri cibi, con la frasetta che ormai sembra un proverbio “da consumarsi preferibilmente entro”. Altra importante conquista della Legge Antispreco è la possibilità di donare, una volta verificato che sono ancora buoni, anche i prodotti confiscati.

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Legge Antispreco Alimentare: il percorso

Come accennato, festeggeremo la legge contro lo spreco alimentare tricolore ogni due agosto, la sua data di approvazione in Senato che l’ha resa definitivamente, la prima firmataria della proposta è la parlamentare del Pd Maria Chiara Gadda.

Nelle sue numerose articolazioni, da guardarsi e studiarsi con calma, questa norma si distanzia come approccio da altre che con lo stesso obiettivo hanno scelto diversi approcci. Se quella dei vicini francesi, infatti, vuol far leva sulle penalizzazioni, noi in Italia abbiamo scelto di redigere una Legge Antispreco Alimentare che sproni attraverso incentivi a non sprecare “roba ancora buona, che è un peccato buttarla”.

Maestri, spesso, nell’arte dell’improvvisazione, stavolta non abbiamo scelto questa via, il testo infatti è il risultato di oltre 15 anni di esperienze e ricerche, tenute presenti e confrontate con le linee guida del Piano Nazionale per la Prevenzione degli sprechi alimentare (PINPAS) convocato a Roma nell’anno prima di Expo Milano 2015, nel 2014.

Se la Legge Antispreco, perfettibile ma piuttosto completa, ci può dare un momento di soddisfazione, non è il caso di passare troppo tempo a gongolare, è urgente che si traduca in obiettivi chiari e verificabili. Un altro aspetto che richiede un intervento istantaneo è quello della prevenzione degli sprechi: ogni azione che va in questa direzione,va favorita concretamente.

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Legge Antispreco Alimentare: obiettivo

Dimezzare gli sprechi in un decennio, se prima della Legge Antispreco questa dichiarazione di intenti poteva suonare come una battuta da cabaret, oggi è un obiettivo raggiungibile. Si calcola infatti che si potrebbe arrivare a distribuire 7 milioni di pasti ogni giorno, dimezzando gli sprechi in 10 anni, se solo tutti gli esercizi pubblici del Paese doneranno le proprie eccedenze.

Si tratterebbe di una 20 pasti al giorno recuperati, in media. Una stima “golosa”, confermata da un esperto nel recupero delle eccedenze alimentari come Gregorio Fogliani della Onlus Qui Fondation, lo trovate intervistato nell’articolo: “Recupero cibo invenduto: l’iniziativa Buono Pasto“.

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Legge Antispreco Alimentare: stop alla burocrazia

Cambiare le cose in Italia, nei fatti, deve per forza a passare da uno stop alla burocrazia inutile. Ad esempio alla dichiarazione preventiva da effettuare ben 5 giorni prima della consegna, documento che ora non è più necessario. Grazie alla Legge Antispreco basta un documento di trasporto, o un documento equipollente, che renda il prodotto tracciabile, oppure un riepilogo ufficiale a fine mese, solo se la donazione ha un valore maggiore di 15.000 euro.

Togliere questi come altri ostacoli burocratici ci aspettiamo che sia un modo per far sì che la donazione di eccedenze diventi presto e per sempre strutturale e, se possibile, quotidiana, da parte sia degli esercizi commerciali ma anche da parte di supermercati, ristoranti e imprese, ad esempio. Ognuno può fare la sua parte.

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Legge Antispreco Alimentare per il packaging

Un aspetto che è importante sia stato incluso nella Legge Antispreco Alimentare è quello degli avanzi al ristorante, recuperabili grazie a intelligenti e pratici packaging e family bag. In alcuni paesi diventa addirittura trendy, si parla  della moda della dog bag, della family bag, o quel che serve, ed è bene che questa moda arrivi anche in Italia.

La Legge Antispreco ha fatto la sua parte stanziando fondi per un milione a testa a due fondi che si occuperanno di proprio di packaging innovativo e anti-spreco e di sensibilizzare ristoranti e fast food riguardo alle Family bag.

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Pubblicato da Marta Abbà il 5 agosto 2016