Un recente studio scientifico ha individuato un comportamento finora mai documentato nel regno animale: la capacità di alcune larve di insetto di riprodurre fedelmente il profumo dei fiori. La scoperta riguarda le larve di un coleottero europeo velenoso, che sfruttano segnali chimici tipicamente floreali per attirare le api. Questo meccanismo consente loro di essere trasportate all’interno degli alveari, dove completano il proprio ciclo parassitario. I risultati ampliano la comprensione del mimetismo chimico e delle interazioni tra insetti impollinatori e altri organismi.
Lo studio e la scoperta del mimetismo olfattivo
La ricerca intitolata “The floral illusion: A parasitic beetle mimics the scent of flowers to attract bees”, pubblicata come preprint non sottoposto a peer review su bioRxiv, è stata condotta da un gruppo di studiosi del Max-Planck-Institut für chemische Ökologie. Lo studio dimostra che le larve del coleottero europeo velenoso Meloe proscarabaeus sono in grado di imitare il profumo dei fiori per attirare le api. In questo modo vengono trasportate fino all’alveare, dove si nutrono delle uova delle api ospiti. Si tratta del primo caso noto di un animale capace di riprodurre chimicamente l’odore floreale.
Una scoperta inattesa per i ricercatori
Secondo il biochimico Tobias Köllner, tra gli autori dello studio, il risultato ha colto di sorpresa il team di ricerca. Analizzando i dati, gli studiosi hanno inizialmente interpretato il profilo chimico come quello di un fiore. Fino ad oggi, infatti, non erano noti animali in grado di biosintetizzare segnali floreali per manipolare il comportamento degli impollinatori. Tuttavia, un mimetismo di questo tipo potrebbe avere un impatto significativo sulle interazioni tra piante e insetti impollinatori.
Il meccanismo chimico che attira le api
Le larve di Meloe proscarabaeus sono parassite di diverse specie di api solitarie, ma il sistema con cui riuscivano ad attirare gli insetti ospiti non era mai stato chiarito. Lo studio dimostra che le larve emettono un bouquet di composti volatili molto simile al profumo dei fiori. Le analisi chimiche hanno individuato una miscela complessa di monoterpenoidi derivati dal (S)-linalolo, un composto floreale ampiamente diffuso. I test comportamentali confermano che queste sostanze funzionano come veri e propri segnali floreali, inducendo attrazione nelle api.
Le implicazioni del mimetismo tra regni biologici
Attraverso analisi trascrittomiche e funzionali, i ricercatori hanno identificato enzimi del citocromo P450 responsabili dell’ossidazione del (S)-linalolo, dimostrando che le larve producono ex novo questi composti volatili simili a quelli delle piante. Nel complesso, i risultati estendono il concetto di mimetismo chimico tra regni biologici e rivelano una sofisticata forma di inganno sensoriale, mostrando che anche gli animali possono sviluppare percorsi biosintetici per sfruttare la comunicazione tra piante e impollinatori.

