La Barriera Corallina è a rischio

Sono molte le mete turistiche a rischio, per molte di queste è proprio il turismo la causa del degrado. Un esempio è costituito dalla barriera corallina, descritta da tutti come un bene inestimabile dalla vista mozzafiato. Un recente studio ci spiega il perché del suo degrado.

Uno studio condotto dai ricercatori Katie Cramer e Jeremy Jackson ha portato alla luce il motivo per il quale le barriera corallina sta andando via via scomparendo. Anche se lo studio è stato condotto nella regione dei Caraibi, il medesimo principio può essere applicato sulla gran parte delle barriere coralline del globo, così da prestare la dovuta attenzione agli ecosistemi corallini che attirano infinità di turisti.

La barriera corallina

E’ vero che una delle cause è dettata dal riscaldamento globale con un’eccessiva presenza di carbonio atmosferico che arriva a farsi strada negli oceani, ma la principale ragione della progressiva scomparsa delle barriere coralline è dovuta a fenomeni come la deforestazione e la pesca invasiva.

Lo studio è stato condotto analizzando i vari strati della barriera corallina, il risultato è stato un accumulo eccessivo di limo nelle costiere delle forteste, inoltre, gli strati più esterni presentavano anche i classici nutrienti dei terreni e diverse sostanze inquinanti. Limo, nutrienti terreni e agenti inquinanti non consentono la crescita dei coralli che via via stanno scomparendo.

Un altro problema è costituito dalla pesca eccessiva che ha portato alla drastica diminuzione dei pesci che si nutrono di alghe ingestanti. Le alghe, crescendo sulla barriera vanno a competere per il territorio ricoprendo la barriera corallina e impedendone l’ulteriore crescita.

L’abbattimento delle foreste delle coste, è dettato dalla necessità, sempre crescente, di costruire nuove strutture ricettive per ospitare i turisti. E’ per questo che i movimenti ambientalisti puntano il dito contro le amministrazioni locali che, con questi nuovi dati, non possono incolpare il riscaldamento globale, scaricando ogni sorta di responsabilità. Come se non bastassero le strutture ricettive, nelle isole dei Caraibi, gli abitanti hanno eliminato interi tratti di foresta per dare vita a movimenti agricoli e sfruttare in questo senso le risorse terriere.

La barriera corallina ospita una gran varietà di specie acquatiche e se non si agisce, anche la fauna sarà destinate a scomparire insieme ai coralli. Prima che sia troppo tardi è importante effettuare una svolta verso quello che è il vero turismo responsabile. Viaggiare in modo etico senza scendere a compromessi perché questi sono sempre dannosi per l’ambiente. Ognuno di noi vuole che il proprio figlio, un giorno, potrà godere della vista della grande barriera corallina.

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Pubblicato da Anna De Simone il 1 aprile 2012