Mete turistiche a rischio

I ghiacciai sono stati duramente colpiti dai cambiamenti climatici ma la popolazione globale sembra non accorgersene. Il discorso cambia quanto a subire i danni dei cambiamenti climatici sono le risorse naturali che da anni ospitano turisti da tutto il mondo. Si tratta di gemme naturalistiche, le mete più gettonate dell’ecoturismo.

Semba che le risorse naturali del globo stanno perdendo la battaglia contro i cambiamenti climatici e ad aggravare la loro condizione è lo stesso turismo! Come è possibile? I visitatori non sempre hanno un impatto positivo sul territorio, anzi, questo avviene solo quando il turista viaggia davvero in modo etico. Turismo irresponsabile che agevola i cambiamenti climatici, ma anche guerre civili e sfruttamento, sono questi i fattori che stanno rovinando alcune delle più importati mete dell’ecoturismo. Vediamo alcuni esempi:

Isole Galapagos, Ecuador. L’importanza di queste isole è storica, basta pensare che Charles Darwin scrisse i suoi libri ispirandosi alle osservazioni fatte su queste isole. Le Galapagos sono isole di origine vulcanica situate al largo della costa dell’Ecuador, nell’Oceano Pacifico. Sono famose per la loro ricchezza in biodiversità. Ospita una grossa varietà di specie vegetali e animali. Purtroppo, con oltre 150.000 visitatori all’anno, le specie native sono sottoposte a una crescente minaccia. Inoltre, l’industria del turismo ha importato nelle isole specie non native, l’introduzione di nuove specie nell’habitat naturale delle isole, porta un ulteriore minaccia per la vita della fauna selvatica locale.

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Virunga National Park, Repubblica Democratica del Congo. Questo Parco Nazionale è considerata una gemma naturalistica del globo. Meta d’eccezione per chi vuole fare ecoturismo o meglio, turismo naturalistico. Si perché l’ecoturismo prevede viaggi a basso impatto mentre di solito, chi pratica turismo naturalistico è interessato solo ad avere in borsa un’ottima macchina fotografica e non si fa scrupolo di muoversi in gip tra lande deserte o di finanziare la malavita con il suo viaggio. Il Virunga National Park è il più antico dell’Africa. Con i suoi 7800 chilometri quadrati, ospita quasi 800 gorilla di montagna. Purtroppo la fauna selvatica, compresi i gorilla, hanno subito grossi danni dalla guerra civile, dai bracconieri e dalle stesse guardie forestali. Il turismo responsabile dovrebbe ridurre al minimo l’impatto negativo ma purtroppo vi sono terribili conseguenze.

Belize. Vi abbiamo già parlato del Belize annoverandolo tra le mete turistiche più romantiche. Ogni anno, il turismo naturalistico attira decine di migliaia di visitatori. Arrivano soprattutto per osservare la più grande barriera corallina dell’emisfero settentrionale (la seconda più grande del mondo). I turisti arrivano per visitare le lagune costiere, la sabbia bianca, le isole coralline e le foreste di mangrovie. Purtroppo la grande varietà di vita vegetale e marina è minacciata, ne sono una prova le specie a rischio come il lamantino, la tartaruga marina e il coccodrillo americano.

La Grande Barriera Corallina, Australia. Se quella del Belize è al secondo posto, la barriera corallina australiana è la più grande al mondo. Con i suoi 2000 chilometri ospita centinaia di specie acquatiche. E’ situata al largo della costa del Queensland, comprende molti tipi di coralli e si possono osservare sette specie di tartarughe marine, specie a rischio di estinzione. In più, a causa del deflusso agricolo e minerario che drena in mare, la barriera corallina è sotto costante minaccia.

Machu Pichu, in Perù. Machu Pichu è tra i principali siti archeologici e culturali dell’America Latina. Si tratta di una famosa meta turistica. Nelle rovine di Machu Pichu si trova la bellezza di un’antica città dell’Impero Inca. Machu Pichu è situata a 2.430 metri sul livello del mare, immersa in una foresta tropicale nelle Ande peruviane. Purtroppo l’intera zona è a rischio a causa del crescente sviluppo urbano: lo sviluppo urbano è una risposta all’incoming turistico.

a cura di Anna De Simone

Nella Foto, Machu Pichu, in Perù. Photo Credits | beautifulplacestovisit.com

Pubblicato da Anna De Simone il 21 marzo 2012